Parchi Alpi Cozie: i lupi investiti durante la stagione di allontanamento naturale dal branco di origine Non si tratta del segno di un aumento spropositato della popolazione del lupo nelle nostre montagne

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SALBERTRAND – Parchi Alpi Cozie: i lupi investiti durante la stagione di allontanamento naturale dal branco di origine. Nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 dicembre un lupo, secondo le prime analisi una giovane femmina, è stato probabilmente investito da un’autovettura lungo la strada tra Luserna San Giovanni, Torre Pellice e Angrogna. Dopo il giovane maschio investito nella notte tra il 12 e il 13 novembre nel comune di Bibiana. Inoltre un altro maschio ritrovato il 14 dicembre nel comune di Oulx lungo l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Infine una giovane femmina morta nel comune di Sestriere il 21 dicembre, si tratta del quarto caso in poco più di un mese.

LA STAGIONE DELLA DISPERSIONE

Siamo nella stagione della cosiddetta dispersione. – esordisce Michele Ottino, direttore dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie – Il periodo dell’anno in cui i giovani lupi adulti abbandonano il branco di origine per migrare alla ricerca di un partner con cui costituire un nuovo nucleo famigliare. Quattro predatori investiti in un breve lasso di tempo rappresentano quindi una casualità dettata da questo fenomeno. Il quale spinge i lupi ad allontanarsi dai territori che meglio conoscono, correndo maggiori pericoli.

IL MONITORAGGIO NAZIONALE

Non si tratta del segno di un aumento spropositato della popolazione del lupo nelle nostre montagne. Anzi, il ritrovamento di lupi investiti dalle automobili conferma il dato per cui in media solo un cucciolo su quattro riesce a raggiungere l’età riproduttiva. Proprio in questi mesi, il personale dei Parchi delle Alpi Cozie è impegnato nel primo monitoraggio nazionale della specie lupo. È coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). In collaborazione con il progetto Life WolfAlps EU di cui siamo partner. I risultati delle ricerche effettuate ci consentiranno, entro l’estate 2021, di avere un censimento preciso dei branchi distribuiti sul territorio. Per pianificare al meglio le azioni di convivenza tra il carnivoro e le attività umane, in particolare la monticazione degli ovini negli alpeggi in quota”.

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