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Lo studio dell'Osservatorio conferma la necessità della linea ferroviaria Torino-Lione che costerà la metà del previsto e sarà terminata entro il 2030 Il commissario Paolo Foietta: "Il documento rappresenta anche un importante contributo dell’Italia alla discussione sugli accessi al tunnel"

TORINO – E’ stato presentato questa mattina il documento al centro di un workshop organizzato dal Commissario di Governo Paolo Foietta, Mario Virano di TELT  e i vertici di RFI che si sta svolgendo questo pomeriggio a cui è prevista la partecipazione di oltre cento persone tra cui docenti universitari, tecnici e una delegazione francese. Ha detto Paolo Foietta: “Il documento rappresenta anche un importante contributo dell’Italia alla discussione sugli accessi al tunnel, avviata in Francia a seguito della pubblicazione del Rapporto Duron, per garantire sui due versanti interventi coerenti e condivisi per capacità, prestazioni, massa trasportata e sagoma. Per questo motivo è già stato trasmesso alla delegazione francese del tavolo interministeriale Italia Francia, istituito a seguito del vertice di Lione del 27 settembre 2017, ed è stato presentato alla delegazione Francese della CIG“.

Il rapporto aggiorna e approfondisce gli scenari di traffico e i dati alla base della realizzazione della Linea Ferroviaria Torino-Lione sottolineando che al 2030, con l’entrata in funzione del tunnel di base, l’intero collegamento in Italia sarà conforme agli standard della galleria sotto il Moncenisio e la linea potrà così diventare davvero competitiva rispetto al trasporto su gomma.

La conferenza stampa

I dati del trasporto merci

Dal 1997 ad oggi la quota di traffico merci che utilizza l’autostrada tra Italia e Francia è passata dal 77% al 90%, con un forte impatto sull’ambiente lungo l’arco alpino dove attualmente circolano 42,5 milioni di tonnellate di merci, con quasi 2 milioni e 800 mila tir. I dati sono contenuti nel rapporto “Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia”, redatto dall’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione.

Accessi al tunnel di base del Moncenisio Lato Italia e raccordo alle dorsali nazionali

Con la legge 5 gennaio 2017 n.1 di ratifica ed esecuzione dell’Accordo Italia Francia per l’avvio deilavori definitivi della sezione transfrontaliera e la delibera CIPE del 7 agosto del 2017 di finanziamento dell’opera per “lotti costruttivi”, si è conclusa in Italia la fase decisionale ed autorizzativa della sezione transfrontaliera (Tunnel del Moncenisio); sono ora in corso di esecuzione le gare d’appalto per la piena realizzazione dell’opera. In parallelo in Italia l’Osservatorio ha lavorato per dare piena attuazione al programma di fasaggio 2012 condividendo e formalizzando la Revisione Progettuale voluta dal governo Italiano, che supera e modifica le indicazioni del progetto preliminare 2011 (RFI).

Il documento “Verifica del modello di Esercizio per la tratta nazionale lato Italia della Fase 1 – 2030”  è stato approvato nelle sedute dell’Osservatorio nel 2017 e dopo la consultazione con le amministrazioni coinvolte la redazione definitiva è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Regione Piemonte. È un documento di 61 pagine con 7 allegati, tradotto anche in francese, realizzato dal Gruppo di Lavoro Modello di Esercizio composto da un numeroso e qualificato gruppo di esperti all’interno dell’Osservatorio per l’Asse ferroviario Torino Lione.

I contenuti

Nel documento c’è una ricognizione e ricostruzione dell’evoluzione del progetto di adeguamento dell’Asse Ferroviario Torino-Lione, nella suddivisione in sezione transfrontaliera e tratta di adduzione lato Italia e la verifica del documento del 2012 attualizzando il quadro delle circolazioni ferroviarie previste all’orizzonte temporale 2030, lungo le tratte ferroviarie nazionali di Bassa Valle e di adduzione metropolitana e nel Nodo di Torino.

Sono qui verificate le misure quantitative dei flussi di traffico, tenendo conto del contesto influenzato dalla durata della gravissima crisi economica (“il decennio perduto”), dalle decisioni politiche europee e nazionali di riequilibrio modale, dello scenario trasportistico in continua evoluzione, che modifica in modo sostanziale le valutazioni espresse in passato circa l’utilizzabilità della linea storica, nonché le tendenze del traffico merci e passeggeri attraverso le Alpi. Ci sono anche le verifiche di capacità delle infrastrutture proposte, utili ad evidenziare le eventuali criticità delle tratte individuate e quindi, la necessità di interventi infrastrutturali e di misure correttive finalizzate ad incrementare le prestazioni della rete ferroviaria in corrispondenza dei punti critici. Sono presenti gli interventi programmati da realizzare sull’infrastruttura ferroviaria sia per la tratta nazionale di adduzione al tunnel di base che per l’attraversamento del Nodo Ferroviario di Torino. Indicando, dove esiste già, la loro programmazione nell’ambito del contratto di
programma e verifica inoltre la necessità degli interventi proposti per dare attuazione alle politiche di riequilibrio modale dalla strada al ferro e stabilisce definitivamente l’impossibilità di usare la linea storica per il transito delle merci.

Si dimezzano i costi dell’opera

La revisione del progetto voluta dal Governo e dal ministro Delrio per la tratta nazionale, che dimezza i costi degli interventi, riutilizzando una parte rilevante della linea storica, rende ancora più sostenibile l’intera opera e questo nonostante il decennio perduto per effetto della crisi e la conseguente diminuzione dell’interscambio economico, ora ritornato ai livelli precrisi, e dei relativi flussi di traffico. Pertanto anche oggi, in un contesto sociale ed economico diverso, pur modificando i presupposti, l’opera si giustifica economicamente oltre che ambientalmente. Il recepimento da parte del CIPE del documento ha poi importanti effetti operativi. I cantieri della sezione transfrontaliera già finanziata stanno partendo sia in Francia che in Italia; ora, anche per le tratte di accesso italiane di competenza RFI ha inizio la progettazione definitiva, partecipata nell’ambito dell’ Osservatorio con tutte le amministrazioni coinvolte. Tutti gli interventi, in gran parte già finanziati nel contratto di programma e saranno conclusi entro il 2030, data di esercizio del nuovo tunnel.

Il commissario di Governo Paolo Foietta