OULX – Il panorama istituzionale della Valsusa affronta un cambiamento epocale: il Consiglio Comunale di Oulx ha ufficializzato l’uscita dall’Unione Montana Alta Valle Susa. La decisione, approvata dalla maggioranza guidata dal sindaco Mauro Cassi e contrastata dal voto contrario dell’opposizione, rappresenta una rottura significativa per il centro più popoloso dell’area, che dell’ente è stato storicamente la sede principale. Secondo l’amministrazione, la scelta non è dettata da conflitti politici, bensì dalla ricerca di una maggiore libertà d’azione amministrativa. In un quadro normativo regionale fluido, Oulx punta a un modello di gestione diretta e a negoziazioni bilaterali, svincolandosi dalle dinamiche collettive per inseguire una governance più snella e personalizzata sulle esigenze specifiche del territorio comunale, puntando su una nuova identità di “comune capofila” indipendente.
Svolta istituzionale nel cuore delle Alpi Cozie: la maggioranza vota l’uscita dall’ente, mentre l’opposizione lancia l’allarme sui costi dei servizi e la perdita dei fondi montani
Tuttavia, il cammino verso l’autonomia si preannuncia complesso e ricco di incognite, poiché comporta la rinuncia immediata a una rete di protezione consolidata negli anni. Uscendo dall’Unione, Oulx perde l’accesso diretto ai fondi per la montagna ATO, risorse cruciali per lo sviluppo locale, e si trova esclusa dai progetti coordinati di Protezione Civile. Particolarmente critica appare la gestione dei servizi socio-sanitari: le convenzioni per il trasporto verso gli ospedali, finora garantite in modo centralizzato dall’Unione, graveranno ora interamente sulle casse e sulla struttura organizzativa del Comune. La sfida per la giunta Cassi sarà dimostrare che i benefici della sovranità amministrativa supereranno i costi di gestione di servizi essenziali che, d’ora in avanti, dovranno essere affrontati in totale solitudine, lontano dalle sinergie montane finora assicurate.
































