Ostello di Chiusa di San Michele è caos sulla gestione: Borgesa “Ci sarà un altro bando”, Cantore “Bisogna proporre un bando attrattivo per il futuro gestore”

CHIUSA DI SAN MICHELE – Ostello di Chiusa di San Michele è caos sulla gestione: Borgesa “Ci sarà un altro bando”, Cantore “Bisogna proporre un bando attrattivo per il futuro gestore”.

SUL BANDO ANDATO A VUOTO PER LA GESTIONE DELL’OSTELLO DI CHIUSA

Con un post sui social sulla gestione spiega il sindaco uscente Fabrizio Borgesa. “A fronte delle affermazioni contenute nel comunicato stampa della lista “Chiusa Avanti” a proposito del bando per l’Ostello del Pellegrino, rilevando inesattezze e generiche critiche, ci sembrano doverose alcune puntualizzazioni, per rispetto dei cittadini di Chiusa. Proprio perché si ha a cuore lo sviluppo anche turistico del paese l’amministrazione comunale ha lanciato il bando prevedendone una durata di quaranta giorni, forse troppo breve ma con l’intento di avviare la struttura nel minor tempo possibile e dare la possibilità al gestore di sfruttare almeno in parte la stagione estiva. Il bando è stato redatto in seguito ad un attento studio di affidamenti di strutture simili sul territorio della Bassa Valle di Susa, prevedendo una durata della concessione che permettesse ai gestori di poter sviluppare un progetto imprenditoriale adeguato e garantisse la partecipazione di soggetti qualificati, con una comprovata esperienza nel settore. Queste caratteristiche sono giudicate da “Chiusa Avanti” non “attrattive” e non idonee alle potenzialità commerciali di Chiusa: evidentemente abbiamo visioni molto diverse sulle potenzialità del nostro Comune! Rileviamo anche l’affermazione inconsistente che la poca attrattività del bando sarebbe dovuta al vincolo di lasciare gli arredi in caso di risoluzione anticipata del contratto”. Risponde Riccardo Cantore“Siamo un po’ disorientati nel dover rispondere a tre comunicati, con contenuti discordanti, fatti dalla lista “Insieme per la Chiusa” e dall’amministrazione uscente, cioè le stesse persone, sui canali stampa e social, utilizzando la pagina del Comune di Chiusa, la pagina della lista e profili personali. Cercheremo di non cadere nelle provocazioni, perché non utili al Paese (tra l’altro nei vari comunicati fatti da “Insieme per la Chiusa” prima si evidenzia il non voler far polemica e poi si fa polemica) ma di rispondere puntualmente all’arrampicata sui vetri che è stata presentata per giustificare la mancata partecipazione di offerte al bando dell’Ostello del Pellegrino. È, forse, vero che ogni giorno si impara qualcosa (impara o disimpara?). Oggi abbiamo imparato dalla lista “Insieme per la Chiusa” due cose. La prima, un bando per affidare la gestione di una struttura pubblica deve essere fatto due volte: la prima volta tanto per farlo e forse perché ci sono le elezioni, la seconda volta “per ritararlo secondo quanto emergerà da un confronto costruttivo con esperti del settore turistico, operatori economici, amministratori pubblici e cittadini”. Di solito, anzi sempre, queste verifiche si fanno prima e l’amministrazione comunale uscente o, meglio, la lista “Insieme per la Chiusa”, essendo gli stessi, hanno avuto diversi anni per prepararsi. MAH….! (Tra l’altro sembra siano comparsi dei “contributi” per “impostare il bando in modo diverso”, magie elettorali…!). La seconda, “che funziona così per tutti gli affidamenti di strutture pubbliche a gestori privati”, inesatto. Il fatto che si debba fare più di un bando non è una consuetudine e normalità ma una negatività”.

SI PENSA AD UN NUOVO BANDO

Spiegano ancora dall’amministrazione. “Per ridurre i rischi di impresa per il gestore, l’amministrazione ha previsto nel bando la possibilità di scontare la spesa per l’acquisto degli arredi dal canone di affitto per tre anni: il costo risulterà di conseguenza in buona parte coperto dal Comune che, di conseguenza, richiede di lasciare ciò che ha pagato. Il bando, come tutto il progetto dell’Ostello, è stato seguito dall’amministrazione attuale analizzando e verificando a fondo i contenuti sia tecnici che gestionali: questo ha permesso di realizzare una struttura ricettiva all’avanguardia nei contenuti impiantistici, architettonicamente gradevole, ben inserita in un contesto territoriale che permette di sfruttarne le potenzialità in chiave turistica. È poi chiaro che questa esperienza potrà suggerire dei correttivi per il prossimo bando, grazie ad un confronto costruttivo. Funziona così per tutti gli affidamenti di strutture pubbliche a gestori privati. Lasciamo infine ai cittadini il giudizio sul nostro impegno, la nostra preparazione, l’umiltà di studiare ed approfondire e la nostra conoscenza delle necessità del territorio e dei suoi abitanti. Competenza amministrativa non è lanciare vaghe idee. La nostra competenza l’abbiamo dimostrata con i fatti, ricercando e ottenendo finanziamenti che ci hanno permesso di realizzare opere che promuovono lo sviluppo del paese, come l’Ostello; opere che hanno migliorato sensibilmente la sicurezza, come i marciapiedi in Via Susa; opere che permetteranno al Comune di risparmiare oltre il 60 % della spesa energetica, come il rifacimento dell’illuminazione pubblica”.

Ribattono dalla lista Chiusa Avanti di Cantore. “Sì è data la giustificazione di aver fatto un attento studio (?) su affidamenti di strutture simili sul territorio della Bassa Valle di Susa, forse non si è stati così attenti o forse gli esempi di altri affidamenti non erano così adeguati alle caratteristiche della Chiusa, visto il risultato. Oltre che sulla durata della concessione, evidentemente non adeguata, è stato detto che l’amministrazione ha voluto ridurre i rischi di impresa per il gestore scontando la spesa per l’acquisto degli arredi dal canone di affitto; non sappiamo se in quel momento la calcolatrice degli uffici comunali abbia smesso di funzionare o sia stato un errore di calcolo umano, ma è evidente che qualcosa sia andato storto dato che, per chi conosce i costi degli arredi, tre anni di sconto su un canone con base d’asta di €6.000 all’anno non possono di certo “coprire in buona parte” l’investimento del gestore e far diventare gli arredi, di conseguenza, proprietà del Comune. Poi, sinceramente, si può pensare di chiedere di prendere in gestione una struttura proponendo all’ipotetico gestore di arredarla, quindi investire, per poi lasciare il proprio investimento a un altro? Si, è vero, abbiamo visioni molto diverse sulle potenzialità del nostro Comune. Noi vorremmo proporre un bando attrattivo per il futuro gestore, dandogli la possibilità di investire ragionevolmente sul nostro territorio per poi costruire insieme a noi un’opportunità di rilancio economico-sociale per il nostro Paese, invece che fare un bando alla veloce, sbagliato e non attrattivo, sperando che qualcuno partecipi per poter dire, durante la campagna elettorale, di aver trovato un gestore. Non sappiamo se essere contenti o no, che dopo diversi anni, in modo superficiale e vago, la maggioranza, che ha governato Chiusa in questi anni e che si ripresenta come lista “Insieme per la Chiusa”, abbia iniziato anche lei a parlare di un piano commerciale per sfruttare la potenzialità turistica che potrebbe generare l’Ostello per il nostro Paese. Convinzione o propaganda? I fatti, purtroppo, parlano chiaro: l’asta è andata deserta. Superficialità, arroganza, al posto di una seria ammissione di aver sbagliato, l’umiltà non è una negatività ma un pregio. Forse oltre a “rimboccarsi le maniche” bisognerebbe anche fare altro”.

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