COMUNICATO STAMPA –Ā LāUnione Montana Valle SusaĀ ha partecipato,Ā lunedƬ 15 giugno, allāincontro convocato dallaĀ CittĆ Metropolitana di TorinoĀ nellāambito del percorso di confronto relativo al progetto presentato daĀ AFV BeltrameĀ per la riattivazione del forno elettrico ad arco (EAF) presso lo stabilimento diĀ San Didero. Il gruppoĀ AFV BeltrameĀ ha presentato un piano daĀ 50 milioni di euroĀ che prevedeĀ 150 assunzioni, unĀ cantiere di 18 mesiĀ e una capacitĆ produttiva diĀ 800mila tonnellate di acciaioĀ allāanno. La notizia della riapertura, pur rappresentando un forte segnale per il rilancio occupazionale del territorio, preoccupa e ha sollevato numerose discussioni.
AFV Beltrame, nel mese di maggio, ha presentato unāistanza allaĀ CittĆ Metropolitana di TorinoĀ per avviare la procedura diĀ Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e, nella giornata di ieri, cāĆØ stata occasione per ottenere aggiornamenti e approfondimenti sul procedimento in corso, ovvero in merito al riavvio dellāimpianto produttivo fermo dal 2012 e attualmente sottoposto alle valutazioni previste dagli enti competenti. Il progetto presentato da AFV Beltrame, al momento, non convince: Ā«La questione ĆØ molto delicata, perchĆ© da un lato ĆØ vero che sono stati promessi 150 posti di lavoro, ma non possiamo non segnalare le carenze che emergono dalla lettura dei dossierĀ – ha commentato il presidente dellāUnione Montana Valle SusaĀ Pacifico BanchieriĀ –Ā Carenze che sono state segnalate soprattutto da ASL e ARPAĀ».
Dopo lāincontro delĀ 15 giugno, i comuni interessati hanno presentato una memoria tecnica allaĀ CittĆ Metropolitana di Torino per evidenziare criticitĆ , carenze documentali e richieste di integrazione. Le osservazioni formulate dai comuni e recepite dallāUnione Montana Valle Susa sono confluite in un documento tecnico di 44 pagine, giĆ approvato dai comuni di San Didero e San Giorio di Susa e, successivamente, fatto proprio dalla giunta dellāUnione Montana.Ā LaĀ deliberaĀ approvata lo scorsoĀ 30 giugnoĀ evidenzia come il procedimento in corso riguardi un impianto che interessa direttamente i territori diĀ Bruzolo,Ā SanĀ Didero,Ā SanĀ Giorio,Ā Bussoleno,Ā Borgone,Ā Condove,Ā VillarĀ FocchiardoĀ eĀ ChianoccoĀ e richiama le numerose osservazioni giĆ presentate da cittadini, associazioni, comitati ed enti del territorio, tra cui lāente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e il consorzio irriguo delle valli di Susa e Cenischia.
Nel documento viene richiesto di chiarire gliĀ esiti delle indagini ambientaliĀ e sanitarie svolte dallāARPA e dallāASL negli anni e di valutare il possibileĀ impatto sulle aree agricoleĀ circostanti. Il monitoraggio previsto ĆØ considerato insufficiente e, al momento,Ā il progetto non dimostra la capacitĆ reale degli impianti di rispettare i limiti emissivi, la gestione delle anomalie e la protezione delle persone che risiedono nei pressi dellāarea.Ā Un ulteriore elemento di criticitĆ riguarda la natura stessa dellāintervento. LāUnione MontanaĀ ha infatti chiesto allaĀ CittĆ MetropolitanaĀ diĀ verificare la correttezza dellāiter autorizzativo adottato, rivelando come una determinazione della stessa CittĆ Metropolitana delĀ 2020Ā abbia formalizzato la cessazione definitiva dellāattivitĆ di acciaieria con la dismissione e la vendita degli impianti. Per questo motivo, secondo lāente, il progetto dovrebbe essere valutato come lāavvio di una nuova attivitĆ produttiva e non come la riattivazione di unāattivitĆ semplicemente sospesa. LāUnione Montana continuerĆ a seguire con attenzione lāevoluzione del procedimento, mantenendo unĀ dialogo costanteĀ con i comuni interessati, gli enti coinvolti e la cittadinanza, nella consapevolezza che decisioni di questa portata richiedono confronto, trasparenza e massima condivisione delle informazioni disponibili.
da Unione Montana Valsusa































