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Il numero 112 unificato non funziona, la denuncia dei Vigili del Fuoco in Regione Le opinioni della consigliera regionale Stefania Batzella e del presidente del gruppo regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità Gian Luca Vignale

TORINO – Il numero di soccorso, il 112 unificato, funziona? Sembra di no, tant’è che i protagonisti, quelli che operano nelle difficoltà dall’altra parte del telefono sono stati ascoltati in Commissione Sanità della Regione Piemonte.

Erano presenti i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco, della Polizia e degli Infermieri del Nursind che hanno detto la loro sulle problematiche legate al Nue 112 Piemonte (Numero Unico di Emergenza); ad ascoltarli l’assessore alla Sanità Saitta.

L’attivazione del numero unico 112 per tutte le emergenze nel 2017 ha permesso in Piemonte di filtrare oltre 682 mila chiamate non congrue, quasi una su due, evitando di allertare senza motivo mezzi di soccorso e forze dell’ordine, permettendo di concentrarsi sulle reali necessità.
Il bilancio è stato tracciato dall’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, oggi in IV Commissione. Le due centrali uniche di Grugliasco e Saluzzo hanno ricevuto in tutto 1.488.759 chiamate. Il 45,9%, ovvero 682.884, si sono rivelate inappropriate, ovvero semplici richieste di informazioni, segnalazioni di situazioni non emergenziali, errori di chiamata.

Sono state inoltrate così 805.875 chiamate, di cui 362.919 all’emergenza sanitaria, 250.128 ai Carabinieri, 104.950 alla Polizia, 76.049 ai Vigili del Fuoco e 11.829 ai Vigili Urbani di Torino.Gli intervenuti hanno raccontato in modo dettagliato le criticità che ogni giorno si verificano, indice della cattiva gestione del servizio, e suggerito alcune proposte per rendere il Nue 112 più efficace ed efficiente. Tra le criticità segnalate, la mancanza di geolocalizzazione sul territorio di tutti mezzi sanitari e di quelli delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco; l’assenza della connessione internet nelle centrali operative.

Dice la consigliera regionale Stefania Batzella: “I Vigili del Fuoco hanno inoltre denunciato chiamate che giungono con ritardo anche di 20-25 minuti o mancati allertamenti, oltre alla violazione della circolare del Ministero dell’Interno, a firma proprio del capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, che disciplina le competenze nel soccorso pubblico e della difesa civile.

L’opinione di Gian Luca Vignale

Gian Luca Vignale, presidente del gruppo regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità “Dopo le denunce dell’anno scorso e un esposto in procura le rappresentanze dei vigili del fuoco, infermieri e forze dell’Ordine lamentano che ancora nulla è stato fatto e che lo standard dei soccorsi è ancora troppo basso per poter aiutare in modo concreto i cittadini. Le postazioni non hanno internet – spiega – il che rende praticamente impossibile poter localizzare un utente oppure cercare le informazioni di aiuto in tempi brevi. Il personale –da prima dell’entrata in funzione del numero unico- si è drasticamente ridotto passando da 14 operatori a 6 nel gestire le prime chiamate. A questo si aggiunge un protocollo operativo che non permette di smistare le richieste in tempi rapidi e l’assenza di comunicazione diretta tra le varie forze coinvolte. Questi sono solo alcuni dei problemi emersi oggi, a cui gli operatori chiedono di far fronte da mesi. Ma come al solito, oltre alle promesse questa amministrazione non è andata, e nulla è ancora stato fatto. Il problema è che in gioco ci sono le vite umane: un ritardo di un solo minuto nel soccorso può determinare la salvezza di una persona. Eppure alcune soluzioni – aggiunge– come ad esempio dotare le postazioni di internet e creare centrali uniche con tutti i soggetti interessati, potrebbero essere immediate e a costi accessibili. Inoltre, come emerso oggi in Commissione, durante le partite di calcio nelle postazioni sono presenti tutte le figure del pronto soccorso e ogni chiamata viene direttamente dirottata. Perché lo stesso non può capitare ogni giorno?Quanto segnalato oggi- attacca il presidente – dimostra ancora una volta che prima delle azioni serve una programmazione. La gestione del 112 ad esempio dovrebbe essere non solo in capo alla sanità, ma prevedere una fattiva collaborazione, oltre che economica anche gestionale, tra più settori quali vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Soccorso Alpino e polizia locale, nonché importanti interventi di innovazione. E’ possibile – conclude Vignale – che ognuno di noi sia in grado di trovare il proprio telefono in un raggio di 15-20 metri ed invece il sistema di localizzazione del 112 abbia uno scarto di 19 chilometri? E’ evidente che senza le idee chiare su cosa serva e come non si possa nemmeno ipotizzare un piano di azione che aiuti tutti gli operatori a fare il proprio lavoro, ovvero – forse è bene ricordarlo- salvare la vita alle persone”.
In alcuni casi di ricerca dispersi, ricerca persone, valanghe, infatti, non si è verificata l’attivazione dei Vigili del Fuoco. Oltre ai mancati allertamenti, quindi, non vengono rispettate neppure le loro competenze
“.

Tra le proposte per il miglioramento del servizio, innanzitutto la riunificazione delle sale operative, in primis quelle di secondo livello, che consentirebbe un migliore e più tempestivo intervento in stretta collaborazione con tutti gli enti preposti, oltre che un risparmio di denaro pubblico. Il sindacato di riferimento della polizia, il Siap, ha inoltre proposto interventi multidisciplinari, in determinati casi di fondamentale importanza.

Ritengo sia necessario che l’assessore Saitta proceda alla convocazione di un tavolo tecnico che coinvolga tutti gli enti preposti nel Nue 112, come richiesto dagli stessi per affrontare e risolvere tutte la criticità segnalate” dice a margine dell’incontro la Batzella.