GIAGLIONE –Ā Il tribunale di Torino ha emesso le condanne definitive per dieci attivisti del movimento No TAVĀ coinvolti negli scontri avvenuti nel luglio 2020 nei pressi del cantiere dell’Alta VelocitĆ di Giaglione. Le sentenze, che prevedono pene detentive comprese tra 11 mesi e 2 anni di reclusione, rappresentano l’epilogo giudiziario di un episodio che ha visto il ferimento di due dirigenti delle forze dell’ordine durante le operazioni di sgombero. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Eleonora Sciorella, ha ricostruito minuziosamente la dinamica degli eventi che portarono alla tensione culminata con l’aggressione ai poliziotti. Tra le vittime degli scontri figura Gian Maria Sertorio, all’epoca dirigente di polizia e attuale Questore di Aosta, che riportò un trauma cranico dopo essere stato colpito alla testa da un palo durante i tumulti, con una prognosi di tre giorni. Il secondo ferito ĆØ il commissario Salvatore Frenda, aggredito con un bancale di legno e colpito con un pugno al volto, che si ĆØ costituito parte civile e ha ottenuto una provvisionale di 2mila euro.
Dieci condanne ai No TAV per un assalto in Valsusa
Gli eventi che hanno portato alle condanne si sono svolti durante un’operazione delle forze dell’ordine volta a sgomberare le masserizie utilizzate dai manifestanti No Tav per bloccare un sentiero di montagna nei pressi del cantiere di Chiomonte. Durante l’intervento, secondo la ricostruzione processuale, si sarebbe sviluppato un “movimento rotatorio” tra i manifestanti che tentavano di riprendere un oggetto, determinando la caduta accidentale del palo che colpƬ Sertorio. I dieci attivisti sono stati riconosciuti colpevoli di violazione dell’ordinanza del prefetto che vietava l’accesso ai terreni vicino al cantiere, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Sebbene alcuni capi di imputazione siano stati abbandonati durante il processo, la Corte ha comunque ritenuto responsabili gli imputati, infliggendo pene differenziate in base al ruolo specifico e alla condotta tenuta nel corso dell’azione. A sei dei condannati ĆØ stata concessa la sospensione condizionale della pena, riconoscendo circostanze attenuanti. La sentenza rappresenta un ulteriore capitolo nella lunga serie di procedimenti giudiziari che hanno caratterizzato la protesta No Tav in Val di Susa, confermando l’approccio severo della magistratura nei confronti delle azioni che comportano violenza contro le forze dell’ordine e violazioni delle ordinanze prefettizie.
































