Neve record e criticità sulle Alpi piemontesi: il bilancio di fine 2025

TORINO – Il bilancio meteorologico di fine 2025 in Piemonte restituisce un quadro di forti contrasti: da un lato, le Alpi Liguri e il Cuneese hanno registrato accumuli nevosi record che hanno superato i 150 cm in pochi giorni, come evidenziato dalle recenti analisi di Arpa Piemonte. Dall’altro, questa abbondanza di precipitazioni non è riuscita a mitigare un profilo termico preoccupante. Dicembre si è infatti concluso come il più caldo di sempre per la città di Torino dal 1753, con un’anomalia di ben +2.8°C. Questo paradosso, caratterizzato da neve abbondante ma temperature fuori norma, ha reso il manto nevoso particolarmente instabile: l’azione del vento, unita allo zero termico elevato, ha causato diversi episodi valanghivi nelle alte valli occidentali, ricordandoci la pericolosità di una montagna sempre più condizionata dall’accelerazione del riscaldamento globale.

Verso il 2026: il quadriennio più caldo e il ritorno del gelo invernale

I dati statistici confermano che il Piemonte si trova nel cuore di un “hot spot” climatico: il quadriennio 2022-2025 è risultato il più caldo della storia plurisecolare per il capoluogo sabaudo, con il 2025 che si piazza al quinto posto tra gli anni più bollenti mai misurati a livello regionale. Tuttavia, le previsioni meteo per i primi giorni di gennaio 2026 indicano una temporanea inversione di rotta verso condizioni di inverno autentico. Fino al 10 gennaio, una massa d’aria fredda porterà temperature diffusamente sotto lo zero, con punte di -17°C nei fondovalle alpini e gelo persistente in pianura. Questa fase di stabilità soleggiata potrebbe interrompersi dopo il 9 gennaio, quando il possibile transito di perturbazioni mediterranee potrebbe riportare nuove nevicate, questa volta in un contesto termico finalmente in linea con le medie stagionali del periodo.

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