Nella sede Unitre di Susa un grande successo di pubblico per la conferenza “La Sindone e i Savoia” di Bruno Pamfili

SUSA Sabato pomeriggio 22 marzo, la suggestiva cornice della sede Unitre di Susa ha accolto un pubblico attento e qualificato per la conferenza del Generale Bruno Pamfili che ha presentato il suo ultimo libro “La Sindone e i Savoia”. Spiega Giancarlo Sibille: “Un saggio ma quasi un romanzo, poiché romanzesche sono le vicende storiche che legano il Sacro Lino alla Casa sabauda, dagli ultimi anni del Medioevo ai giorni nostri“. L’evento è stato promosso dal Centro Adelaide e dall’Associazione Il Ponte in collaborazione con l’Unitre di Susa e FIDAPA Sezione Torino Valsusa, con il patrocinio della Città di Susa e dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon Delegazione di Torino. A fare gli onori di casa il presidente dell’Unitre di Susa Anna Branciari, per dare il benvenuto ai partecipanti e al relatore.

Bruno Pamfili all'UNITRE Susa
Bruno Pamfili all’UNITRE Susa

“La Sindone e i Savoia” di Bruno Pamfili

Sono intervenuti per rappresentare l’Amministrazione Comunale gli Assessori Cinzia Valerio e Giuliano Pelissero che hanno ringraziato e portato i saluti della Città al numeroso pubblico presente insieme al Consigliere Comunale Francesco Bologna anche Tesoriere dell’Unitre. Alla presentazione del convegno hanno apportato il loro prezioso contributo: Gemma Amprino Giorio e Giovanni Quaglino, rispettivamente presidenti delle associazioni Centro Adelaide e il Ponte, cui ha fatto seguito l’intervento autorevole del relatore Bruno Pamfili, Nella sua “Lectio Magistralis” ha sviluppato le tematiche sotto il profilo religioso e politico della secolare storia della Sindone e i Savoia. “Quella della Sindone e dei Savoia – come ha precisato il Generale Pamfili – è la storia di due destini intrecciati. La stirpe ducale, giunta in possesso della reliquia nel 1453, la custodì dapprima nel castello di Chambéry, poi, dopo diversi spostamenti, nel 1578 la trasferì definitivamente a Torino, dove divenne protagonista indiscussa della religiosità di corte. Celebrata per secoli come segno della protezione celeste sul casato, la Sindone fu un’inesauribile fonte di legittimazione, consenso e prestigio. Le ostensioni, spesso celebrate per enfatizzare i grandi eventi dinastici, – ha concluso l’oratore – furono le cerimonie che più contribuirono a consolidare il vincolo fra la stirpe regnante e questo oggetto di devozione, venerato con eguale intensità dai principi e dai loro sudditi. Divenuti re nel corso del Settecento, i Savoia accompagnarono anche la loro ascesa al trono d’Italia continuando a vedere (e a far vedere) nella Sindone il simbolo del loro ruolo nella storia. Quando, nel 1946, quel ruolo si esaurì, vennero meno anche le ragioni profonde del secolare connubio fra la dinastia e il suo più prezioso tesoro, che nel 1983 fu lasciato in eredità alla Santa Sede”.

Dopo la conferenza, la breve pausa caffè ha rappresentato il momento di interazione tra i partecipanti, per ricaricare le energie, mantenendo alta la curva dell’attenzione, per poi proseguire con il dibattito che ha coinvolto attivamente al confronto con interventi e domande. L’incontro si è concluso con un caloroso applauso del pubblico, che ha apprezzato la competenza e la passione del ricercatore.

Bruno Pamfili all'UNITRE Susa
Bruno Pamfili all’UNITRE Susa

Bruno Pamfili: chi è lo scrittore?

Nato l’8 giugno del 1946, da un’antica famiglia nobile legata alla storia della sua città e non solo, si laurea a 21 anni in Scienze Biologiche. Consegue poi la laurea in Scienze Storiche ed il master in Scienze Strategiche. Vincitore di concorso entra nell’Esercito nei ruoli del Servizio Tecnico Chimico Fisico dirigendo i laboratori del Centro specifico. Ottenuto la qualifica di Ufficiale di Stato Maggiore, dirige vari stabilimenti di produzione dell’Esercito ed è stato anche Comandante dei corsi alla Scuola di Applicazione di Torino. Ha rappresentato l’Italia in vari congressi internazionali. Oltre a varie pubblicazioni scientifiche pubblicate anche per la Conferenza del Disarmo di Ginevra, ha scritto numerosi testi di storia tra cui Le fortificazioni di Carlo V a Capua, L’assedio di Torino del 1706, L’introduzione all’Arte della Guerra di Machiavelli, Quello che vorreste sapere sulla Sindone di Torino e La Sindone e i Savoia. Congedato con il grado di Generale, abita a Roletto. Decorato con la Medaglia Mauriziana dell’Esercito, di Lungo Servizio e di Lungo Comando. È cavaliere Ufficiale della Repubblica, commendatore dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro, cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro e dell’Ordine Costantiniano. È anche decorato dell’Ordine Vaticano di San Gregorio Magno e del Pro Merito con spade dell’Ordine di Malta.

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