TORINO – La visita di Papa Francesco a Torino fu domenica 21 e lunedì 22 giugno 2015. Toccò momenti significativi e incontri carichi di emozione. Il Papa, ricordando il mondo del lavoro, la famiglia salesiana, i giovani e il Cottolengo incontrò la comunità cattolica piemontese. Momenti che hanno assunto un valore particolare nel contesto della preghiera silenziosa davanti alla Sindone e dell’incontro con i fratelli valdesi. Ad accoglierlo l’allora arcivescovo Cesare Nosiglia, custode pontificio della Sindone, che affermò: “La visita è stata veramente un’epopea di popolo! Da Caselle a Torino, 20 chilometri di gente: bambini, giovani, adulti, famiglie e anche tanti musulmani ed extracomunitari. Tutti a salutare il Papa e a gridargli: “Ti vogliamo bene; continua così; ti stiamo vicino; preghiamo per te; dacci la tua benedizione”“.
Morto Papa Francesco, quando venne a Torino per la Sindone
L’arcivescovo Nosiglia evidenziò la calorosa accoglienza dei torinesi, solitamente noti per la loro riservatezza: “Noi piemontesi siamo riservati ma stavolta ho detto: mi sembra di essere in Meridione“. Un’ondata di affetto che commosse il Pontefice ed ha lasciato un segno indelebile nella città. La visita di Papa Francesco a Torino è stata un evento memorabile, un ritorno a casa sentito e partecipato, che rafforzò il legame tra il Pontefice e la sua terra d’origine. Prima di San Giovanni Paolo II, solo quattro Pontefici sono transitati da Torino. Nel 1273 il Beato Gregorio X (1272-1276) si recò al Concilio di Lione nel 1274; Martino V (1417-1431) nel 1418 visitò l’Università, da poco fondata, e partecipò al Concilio di Costanza (1414-1418).

































