Montagna di Condove: da Silliodo a Magnotti al negozio del 1890 di “Mode novità calzature” Testimonianze antiche, arte e storia moderna

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CONDOVE – Un percorso che taglia in due i versanti della montagna di Condove parte da Silliodo, superiore, e passando per Campo Rossetto, Muni, Magnotti e Garneri porta a Cordole. Un tratto, il primo porta in quota, poi è un lungo e piacevole passare per borgate e boschi su sentieri sempre bene segnalati e puliti. Campo Rossetto è ben tenuta, ed è l’incrocio tra mulattiere e percorsi per MTB. Una borgata che rappresenta un incrocio per Lajetto, Bonaudi, Muni e appunto Silliodo. Della Cappella di San Martino esistente fuori dell’abitato non ci sono memorie per la sua edificazione, ma viene citata nel testamento di Martin Francesco del 1616 con un lascito per celebrarvi una messa ogni mese. È poi descritta in una visita del Vicario Abbaziale di San Giusto Vignale del 29 giugno 1624 in grave stato di degrado. In una successiva visita del vicario Barverio nel 1643 risulta che la Cappella è in buone condizioni come anche nella visita del 1658. Il parroco di Mocchie in una relazione del 1785 sullo stato della parrocchia scrive che la Cappella di San Martino è stata ingrandita senza dare ulteriori particolari.

AI MUNI IL PARTIGIANO

Salendo fino a 1092 metri, eccoci ai Muni. La piccola frazione è stata teatro di un’azione di guerra nel 1945. Durante la guerra in Italia furono molti gli stranieri che combatterono e morirono. Il caso più numeroso, più noto e studiato è quello dei partigiani sovietici: 4981 combattenti e 425 caduti. Quattro di loro sono insigniti di medaglia d’oro al valor militare. Dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica, ulteriori studi hanno indagato più nel dettaglio la partecipazione alla resistenza italiana di ucraini. Ai Muni c’è il ricordo di Shota Namiceishvili, disertore nell’esercito tedesco che fu ucciso in frazione il 15 aprile, poco prima della liberazione d’Italia da parte dell’esercito anglo-americano. C’è anche una lapide che ricorda tale Gagnidze Vaktang Sandroevc, confuso fino a nuove ricerche, con il partigiano effettivamente morto a Muni.

A MAGNOTTI

Dai Muni giù nel bosco fino a Borgata Magnotti, un gruppo di case strette tra Garneri e il bosco, a 1111 metri. S’incontra un vecchio edificio, ormai fatiscente che riporta indietro nel tempo. Era, questo grosso casone, un negozio di montagna. L’insegna, dipinta a mano e quasi illeggibile riporta: “MODE NOVITÀ CALZATURE DI GIUGLARD ANTONIO 1890“. Ci sono a corredo disegni di scarpe, stile liberty, chiodi, martelli, pinze e altri utensili da lavoro.

ALLE CORDOLE

Salendo la strada, per alcuni tornanti, s’incontra la Borgata Cordole. Bella frazione della montagna di Condove con una notevole vista panoramica. Case bene tenute e ristrutturate si alternano a ruderi. Dalla borgata la via per la salita al Truc Castelletto e su al Colombardo.

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