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Montagna della Valsusa, dalla cava di Borgone alla Roca Furà Una via con un ottimo panorama su tutta la bassa Valle

di LODOVICO MARCHISIO

BORGONE – Lodovico Marchisio, del CAI sezione di Torino sottosezione GEB, e Marco Roma del CAI sezione di Torino, da primo in cordata illustrano una via nuova di “falesia” alla cima che assumerebbe valore, nel caso venisse valorizzata e ripulita, su un caratteristico roccione della bassa Valsusa. I salitori hanno chiamato questa nuova salita “Via Daria” per ringraziare la paziente amica che li ha attesi alla base della parete e che ha tenuto costanti contatti con loro. Altri nomi appropriati sarebbero: “Via dell’improvvisazione” o “Via dell’Intuizione”. La si raggiunge percorrendo la statale della Valle di Susa fino a Borgone, superata sulla destra a centro paese il passaggio a livello e per via Florio si raggiungere la “Cava di Borgone”, quota 420 m circa, seguendo le indicazioni “Palestra di roccia”, a due chilometri dal paese.

LA BELLEZZA DELLA ROCCIA

Il sentiero costeggia in alto le case rurali della borgata che riportano al passato e riempiono il cuore di nostalgia. Il sentiero poi traversa da sinistra verso destra (lato di arrivo). Prendere a un bivio il sentiero (freccia con nome) che scende verso “Avanà” che è una parete di arrampicata super nuova, con 16 monotiri, ove è stato compiuto un grandissimo lavoro di pulizia, comoda e adatta anche alle famiglie, attrezzata dal gruppo “Caprie Verticale”, con nomi e gradi scritti alla partenza di ogni via. Fornita anche quest’informazione per i rocciatori, si prosegue in discesa verso Chiampano, raggiungendo in mezz’ora dalla partenza il bivio per la “Roca Furà” che ci riporta dall’alto, all’itinerario precedente di accesso alla nostra meta.

Lodovico Marchisio