CHIOMONTE – A venti mesi dalla scomparsa e dal successivo ritrovamento del corpo di Mara Favro, il caso mediatico che ha tenuto in sospeso la Valsusa resta avvolto nel mistero. Nonostante la Procura abbia richiesto lāarchiviazione del fascicolo per i due indagati, la famiglia Favro ha depositato un robusto atto di opposizione, chiedendo la riapertura delle indagini e una lunga serie di accertamenti tecnici e scientifici. Le perplessitĆ sollevate toccano punti cruciali e sembrano non trovare piena compatibilitĆ con le ricostruzioni ufficiali fornite dalle relazioni dei Carabinieri. Un elemento centrale riguarda l’analisi forense del telefono di Mara: una nota del Reparto Cyber Investigation di Milano evidenzia come il dispositivo abbia agganciato la cella di Bianchi Inferiori a Susa ā quella abitualmente utilizzata dalla sua abitazione ā fino allā01:33:04 della notte della scomparsa. Questo dato, secondo la difesa, si scontrerebbe con la posizione di Esposito, che le celle telefoniche collocavano a Chiomonte insieme al titolare Milione, sollevando un interrogativo fondamentale sulla presenza e sugli spostamenti degli indagati in quel frangente. Il caso ĆØ ben lontano dall’essere risolto, con la famiglia che lotta per ottenere risposte definitive.
Nuovi accertamenti richiesti: i dati del cellulare e le dichiarazioni degli indagati rimettono in discussione la veritĆ
Le contestazioni mosse dalla parte offesa si concentrano anche sul comportamento e sulle comunicazioni tra i due indagati. Viene citato un messaggio audio WhatsApp del 27 marzo 2024, trascritto dai Carabinieri di Susa, in cui Esposito minacciava di denunciare Milione perchĆ© Ā«non voleva essere messo in mezzoĀ» con Mara e perchĆ© Ā«non gliene importava nulla di quel che avesse fattoĀ». Secondo il legale dei familiari, un contenuto di tale tenore ĆØ “difficilmente compatibile con lāipotesi di una scomparsa volontaria”, mettendo in dubbio la versione congiunta degli indagati secondo cui Mara avrebbe espresso la volontĆ di cessare l’attivitĆ lavorativa tramite un messaggio. Inoltre, le indagini scientifiche non avrebbero trovato riscontro a questa dichiarazione. Un altro elemento che alimenta i sospetti ĆØ la subitanea scomparsa di Esposito da ogni radar dopo l’evento: l’uomo lasciò il lavoro e la cittĆ senza preavviso. A completare il quadro delle ombre, una relazione dei Carabinieri aveva precedentemente osservato come un contatto tra Milione e Fabrizio, fratello di Mara, avvenuto prima della denuncia formale di scomparsa, potesse essere giustificato dal fatto che “Milione fosse preoccupato per la salute di Mara, in quanto aveva ceduto della droga alla donna”. Tutta una serie di elementi che, nell’atto di opposizione, chiedono chiarezza per poter finalmente dare giustizia a Mara Favro.

































