Messaggio alle donne innamorate di Avigliana “Votate Rosy Patrizio, libera, coraggiosa, coerente, impegnata da sempre nel sociale” di Barbara De Bernardi, già sindaco di Condove

voto

Lettera del 10 giugno 2022 sulle elezioni ad Avigliana.

Care, ci siamo lasciate l’autunno scorso piene di speranze per il futuro della città di cui eravamo e siamo ancora innamorate. L’appello, sottoscritto e sostenuto anche tramite mail da oltre cento donne, pareva aver smosso coscienze e creato dibattito fra le forze politiche di centro sinistra al quale era senza equivoci indirizzato. Oggi sappiamo che in realtà quell’appello non è riuscito nel suo unico intento di invitare prima al dialogo e poi alla unione quanti, almeno sulla carta, avrebbero avuto un comune orizzonte al quale guardare e per il quale lavorare. Mentre nel centro destra si è stati capaci (o almeno abbastanza furbi) da creare un fronte comune e una unica lista, nel centro sinistra le liste che si presentano al voto sono infatti due.

Prendendo atto del fallimento dell’iniziativa, mi sento tuttavia in dovere di rendervi noti alcuni passaggi, dei quali sono stata personalmente testimone e in certi casi protagonista, relativi al faticoso cammino dei mesi scorsi, poi sfociato nella ricandidatura di Archinà e nella contrapposta candidatura di Rosy Patrizio. Passaggi rimasti fino ad oggi sotto traccia e purtroppo spesso fatti oggetto di ricostruzioni fantasiose e parziali e, quel che è peggio, affidate al pettegolezzo, anziché ad un confronto pubblico e trasparente, più volte
sollecitato. ACA, pur avendo pubblicamente accolto l’appello, ha fin da subito precisato in che termini avrebbe inteso questo invito a presentare una lista unitaria di centro sinistra: entrare a titolo individuale nel Comitato di Avigliana Città Aperta, accettarne il metodo di lavoro e lasciare fuori dalla porta la propria eventuale appartenenza ad un partito politico.

A questo originale modo di intendere il dialogo, reso solo parzialmente pubblico, si sono intersecate prese di posizione, fatte circolare in chiacchiere di corridoio e mai affrontate a viso aperto in un dibattito in cui tutti i soggetti chiamati in causa fossero presenti. Da ACA, infatti, su loro insistente richiesta, prima sono stati incontrati i gruppi consiliari M5S e Avigliana Viva, poi, non senza fatica, si è incontrato anche il PD, mentre mai si è voluta incontrare quella società civile che era alla base del nostro Appello.

L’APPELLO AL VOTO DI AVIGLIANA

Non solo: nel corso dei vari incontri, in mia assenza, non solo si sono sprecate le critiche al mio antico operato di Sindaco, ma si è anche insinuata la malafede della raccolta firme, sollevando a più riprese e in contesti diversi, il problema di firme false, che avrebbero quindi inficiato tutta la credibilità del nostro testo e dell’Appello da voi sottoscritto. A tal proposito è bene che sappiate che su tutte le adesioni raccolte e documentate, per una sola è stata richiesta la cancellazione, a seguito di un ripensamento dell’interessata. Cancellazione avvenuta nel momento stesso della pubblicazione dell’Appello, con tanto di mie scuse, peraltro non dovute. L’ostinazione del Sindaco Archinà e del suo gruppo a raccontare un’altra versione, mettendo in dubbio ogni vostra firma e utilizzando proprio l’Appello per dimostrare la mia generale inaffidabilità spero si commenti da sola.

Personalmente ho comunque cercato un chiarimento con Archinà e chiesto scuse per la scorrettezza commessa. Incontro ottenuto con non poca insistenza. Nell’incontro, pochi giorni prima di Natale, ho nuovamente insistito sulla necessità di fare almeno un tentativo per costruire, tutti insieme, qualcosa di nuovo, un tetto comune sotto al quale far convergere quei gruppi ispirati al progressismo e all’antifascismo e interessati al futuro di Avigliana, pur mantenendo ciascuno la propria identità e senza rinnegare la propria storia. Ho ricevuto la solita risposta, che sintetizzata può suonare così: “non serve una nuova casa, c’è già un Comitato, basta entrare in ACA.” Il tentativo di trovare una convergenza, anche quando è nato il Comitato Per Avigliana, è comunque continuato senza sosta, con grande pazienza e tenacia, da parte di Rosy Patrizio, fino a pochi giorni prima della presentazione delle liste.

Tentativo che si è sempre scontrato sulla indisponibilità a mettere in discussione la premessa di base, cioè la convergenza e l’ingresso a titolo personale in ACA, ritenuta fino alla fine condizione non negoziabile. Addossare oggi la responsabilità della nascita di due liste (e di una possibile sconfitta elettorale) a Rosy, è gesto disperato e scorretto, che può forse non essere colto dal cittadino distratto, che va a votare per inerzia e vota per abitudine, senza far lo sforzo di esercitare senso critico e volontà di capire. Ma certamente non può ingannare chi, come me, ha visto accadere fatti e non si è accontentato di ascoltare maldicenze. Non può essere ignorato da chi, come me, ha dovuto alla fine prendere atto che per costruire un progetto comune è necessario partire da condizioni di parità e di rispetto. Da chi, come me, comincia ad essere un po’ irritato di invocazioni alla desistenza (tradotto: “tiratevi indietro, lasciateci fare, votate noi, perché altrimenti vince Spanò”) specie da parte di chi dice di avere le radici piantate nei valori della Resistenza.

Rosy, perché è una giovane donna di 72 anni, libera, coraggiosa, coerente, impegnata da sempre nel sociale, nel mondo cattolico, nel volontariato, nella cooperazione, nell’opposizione al TAV (agita e non solo sbandierata), nel presidio contro le mafie, nella tutela della scuola pubblica, nella quale con passione ha lavorato. Una donna impegnata da sempre e non per le 6 settimane di passerella elettorale. Tanto vi dovevo, per coerenza e trasparenza, essendo stata la prima promotrice di un appello che, se un merito ha avuto, è stato quello di squarciare il velo e consentirci di guardare in faccia la realtà politica di Avigliana. Città che tutte noi -ne sono certa- continuiamo ad amare e per la quale continueremo a lavorare. A tutte voi, un abbraccio di Resistenza e un sorriso di Speranza.

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