Mercati: Asia in rosso, lo Stretto di Hormuz brilla di tensioni

MERCATI La sessione asiatica si tinge di rosso, riflettendo un clima di incertezza che avvolge i principali listini orientali. A dettare il ritmo ĆØ stata la Banca del Giappone (BOJ), che ha scelto di mantenere i tassi d’interesse invariati allo 0,75%. La decisione, motivata dalla necessitĆ  di monitorare le pressioni inflazionistiche derivanti dai costi energetici, ha innescato una reazione immediata sul mercato valutario: lo yen si rafforza, recuperando terreno dopo mesi di debolezza. Gli investitori, tuttavia, restano guardinghi; il mantenimento del costo del denaro riflette una prudenza che pesa sul sentiment azionario, spingendo gli indici verso il basso mentre il mercato metabolizza la resilienza della politica monetaria nipponica.

Petrolio in fiamme: stallo diplomatico e Brent sopra i massimi

Parallelamente alla volatilitĆ  valutaria, il comparto energetico segna nuovi rialzi preoccupanti. Il prezzo del Greggio Brent ha registrato un balzo superiore al dollaro, alimentato dal perdurante stallo dei negoziati diplomatici volti a placare il conflitto con l’Iran. La situazione nello Stretto di Hormuz, arteria vitale per il commercio petrolifero mondiale, rimane critica: il blocco di fatto del passaggio continua a strozzare l’offerta globale, spingendo i prezzi verso l’alto. Questo scenario di incertezza geopolitica non solo sostiene le quotazioni del petrolio, ma agisce da zavorra per le borse mondiali, alimentando i timori di una nuova ondata inflattiva difficile da arginare per le banche centrali.

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