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Mentre in Val di Susa si protesta mentre si scava il TAV, in Austria s’è fatto un passo decisivo E' caduto l'ultimo diaframma di roccia del Tunnel ferroviario del Koralm

Il progetto della TAV in Austria

SUSA – Succede che in Italia da un lato si scava e si progetta, da un altro si protesta e cerca di fermare. Parliamo della linea ferroviaria Torino-Lione che andrà a sostituire quella voluta da Cavour ed insicura sopratutto in galleria, quella che da Bardonecchia porta in Francia. Così nel Bel Paese. In Austria invece a Ferragosto hanno festeggiato l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria sotto la montagna di Kor.

Tante le similitudini tra il tunnel Koralm e quello della TAV italiana. Numeri che fanno riflettere sull’utilità e i costi. Il nuovo tunnel di base del Koralm  è il segmento principale della nuova omonima ferrovia  e prevede  130 chilometri di nuovo tracciato di cui 47 chilometri di tunnel. Il costo complessivo del tunnel di base raggiungerà i 5,4 miliardi di euro, costo perfettamente in linea con quello previsto per il Tunnel di base della Torino-Lione.

In attesa dell’Italia

Il corridoio ferroviario europeo in quell’area è già funzionante dal Baltico a Vienna. Gli unici nodi rimasti sono quelli della Koralpe (tra Carinzia e Stiria) e del Semmering (tra Stiria e Bassa Austria), due aree montuose che attualmente costringono i convogli a lunghi aggiramenti o, nel caso del Semmering, a tortuosi tracciati in salita, con gallerie storiche troppo anguste per il passaggio di container e con curve a corto raggio che costringono a viaggiare a bassa velocità. Su entrambi i “nodi” si sta lavorando da anni per la realizzazione di tunnel di base e si prevede che possano essere sciolti contemporaneamente, perché è evidente che il corridoio ferroviario non può funzionare se non vengono rimossi entrambi gli ostacoli. Così la linea italiana si ferma a Torino e riprende a Lione e attende che il vuoto venga colmato per essere davvero funzionante e attivo; così che Cavour anche per le ferrovie possa andare sui libri di storia e non sia più attualità.