A Caprie a “La Mela e dintorni” il pomo della Prima Guerra Mondiale Una storia incredibile dalla fiera di Caprie

CAPRIE – L’associazione Lj Brus-ciajro ogni anno organizza la manifestazione “La mela e dintorni” a Caprie: si arriva alla Guerra. Nell’incredibile esposizione che ha caratterizzato la fiera della mela di Caprie. Più di 150 qualità in visione, una ha una storia molto particolare. Il pomo tanto particolare è di una qualità trentina, molto rara anche la, ed è arrivata nella nostra valle nel 1918.  Fu un fante che tornato dalle trincee del Carso, avendola gustata tra una attacco e l’altro, decise alla fine della guerra di portarne una pianta a casa sua sopra Mocchie. Sono passate le generazioni e l’albero continua a dare i suoi frutti senza patire il tempo. A raccontare questa scoperta sono Gian Vinassa e Alberto Pent che con due amici francesi di Sant’Jean, cultori delle mele antiche, ne hanno scoperto la storia e adesso vogliono produrla nuovamente. Con la mela in mano ne spiegano striature, colore, forma e particolarità. Così come fanno di tutte le altre in un mondo quello delle mele che non è solo gusto ma dunque anche cultura. Ecco la storia del soldato che tornò senza medaglie ma con una pianta di mele che evidentemente gli tolse il medico di torno.

Mela e dintorni Caprie

LA MELA DELLA VALSUSA

Le mele non solo sono più buone, fanno anche bene alla salute. Quelle della Valsusa, poi, sono un portento. Contengono molte più vitamine, antiossidanti e sostanze anti-tumorali delle altre. Ma attenzione: per ottenere il massimo beneficio, vanno mangiate con la buccia e magari fatte stagionare un po’. La medaglia d’oro tra tutte le mele va alla renetta. Meno bella, forse, da vedersi rispetto alle cugine golden. Ma molto più gustosa, come tramanda la tradizione e come ha recentemente dimostrato anche la scienza. I benefici sono massimi se si mangiano mele di montagna, contengono ben il 30 per cento in più di antiossidanti e il triplo di vitamina C”. E se le mele sono un po’ stagionate, ancor meglio.

La ricerca avrebbe dimostrato che dopo oltre 200 giorni di conservazione, i polifenoli aumentano, e la quantità di vitamina C non subisce variazioni. Per massimizzare il beneficio e la quantità di sostanze antiossidanti e antitumorali, gli scienziati consigliano di mangiare i frutti con la buccia. Buone notizie anche per i golosi. La cottura non pregiudica i benefici delle mele. I ricercatori trentini riferiscono infatti di alcuni studi americani secondo i quali gli antioassidanti sopravviverebbero anche nelle torte per un buon 70 per cento.