Mary Pia, la ragazzina di Susa, campionessa di corsa che volava come il vento in montagna di GIULIA AGATE

Mary PiaMary Pia

SUSA – La società di atletica leggera Atletica Susa fu fondata nel 1987 da un gruppo di atleti valsusini. Nel 1988 la società iniziò la sua attività. Tra i suoi fondatori ricordiamo Diego Bianco Prevot, allenatore e nonno della più grande soddisfazione della società ancora oggi: Mary Pia. Mary Pia iniziò ad assaporare il dolce sapore della fatica, seguito dalle soddisfazioni fin dai suoi primi anni di vita. Iniziò presto per davvero, correndo ripetutamente per le scale di casa dei nonni. Da lì a poco il nonno iniziò a portarla agli allenamenti “coi grandi”. Mary Pia col suo agile passo riuscì pian piano a tenere il ritmo che imponevano quegli atleti tanto più grandi di lei. Era la sola ragazzina del gruppo inizialmente. Non perse nemmeno un allenamento. Si allenava con costanza ed entusiasmo, tanto a diventar presto lei la capofila di quei tanti atleti dalla tuta biancorossa che correvano per le strade della nostra amata Susa.

GLI ALLENAMENTI

Ma non solo, fu presto la capofila di tutte le strade d’Italia, vincendo fin dalla categoria “pulcini” con grande vantaggio sulle avversarie. Non la spaventava la dura salita o il fango che faceva rallentare il passo e perdere l’equilibrio. Il nonno l’allenava ogni giorno con passione per essere pronta a ogni condizione di clima e paesaggio. La parte che Mary preferiva di più era lanciarsi giù per i pendii. Più erano ripidi più si divertiva, ma anche la salita le piaceva parecchio. All’età di quattro anni il nonno la portò fino in un punta al Rocciamelone per la prima volta legandola a sè con una corda. Non si era mia vista una bimba così piccola arrivare lassù. A dodici anni arrivò la prima grande soddisfazione. Il titolo italiano di cross categoria ragazze, con un tempo sorprendentemente migliore anche dei coetanei maschili era suo. Fu una sferzata di entusiasmo per tutto l’ambiente valsusino, ma fu solo l’inizio. In seguito diventò campionessa italiana di corsa in montagna, titolo che confermò più anni consecutivi. E poi ancora campionessa italiana corsa in montagna a staffetta e campionessa regionale nel 3000 m piani in pista, nonostante a Susa non ci fosse nemmeno una pista per prepararsi.

LE VITTORIE

La sua fu una continua sorpresa, al punto che il sindaco di Susa Renato Montabone decise di premiarla. Ma scalare i podi dell’Italia non le bastava, fu la volta delle gare internazionali come la “5 Mulini”, “Pettinengo” e ancora in Francia e Svizzera. E poi ancora più su fino a rappresentare l’Italia ai mondiali di corsa in montagna a soli diciasette anni. Più diventa grande, più furono enormi le soddisfazioni che questa ragazza portò a tutti, ma sopratutto al nonno. Nonostante il talento indubbiamente strabiliante, Mary non perse mai di vista l’umiltà e la voglia di migliorarsi. Prima di ogni competizione la sua compagna, come per ogni atleta, fu l’ansia. Allora, il suo motto per sconfiggerla fu una frase che sussurrava ogni volta chiudendo il portone di casa “Vado, vinco e torno!“.

Tre generazioni: Giulia, Diego e Mary

L’INTERVISTA A MARY

L’abbiamo incontrata per scoprire i segreti della su attività. Mary, come vivevi la situazione allenatore-nonno? “Sinceramente non era affatto semplice. Lui pretendeva sempre il massimo da me e non mi ha mai fatto sconti. Era molto più duro di qualunque altro allenatore. Quando ero ragazzina era dura da un lato, ma lo sapevo che tutto ciò lo faceva perché credeva in me e ho sempre cercato di renderlo orgoglioso di me. Siamo sempre state due persone ma con un grande sogno in comune“. Ti ricordi la gara più emozionante di tutte quale fu stata? “Assolutamente si! Il primo titolo italiano di corsa in montagna. Ero al primo anno di categoria e nessuno si sarebbe mai aspettato la mia vittoria, io per prima. Fu una gara molto combattuta e vinsi per soli quattro decimi di secondo. Non so nemmeno spiegare l’emozione di quando tutti cantavano il coro nazionale per la mia vittoria. L’atletica mi ha sempre regalato immense emozioni“. Alcuni infortuni ti hanno portata a smettere, e ora? “La vita dopo l’atletica mi ha dato altre immense soddisfazioni, la più bella di tutte è la mia famiglia. E per quanto riguarda lo sport sono diventata un’atleta di arti marziali, pratico la Thai boxe“.

Mary Pia

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