TORINO – Sono molte le novità contenute nel testo del Piano socio-sanitario della Regione Piemonte, che dopo l’approvazione in Giunta passa ora all’esame del Consiglio. L’obiettivo principale è il ritorno nella sanità pubblica dei cittadini che oggi rinunciano alle cure. Poi la costruzione dei nuovi ospedali previsti, la riorganizzazione della medicina territoriale, l’odontoiatria solidale, il sostegno alla natalità, la riforma dei servizi residenziali.
Le novità del nuovo Piano socio-sanitario in Piemonte
Per quanto riguarda la parte sanitaria il Piano comprende:
- l’istituzionalizzazione dei Tavoli di lavoro per specifiche patologie, per un confronto continuo con cittadini e associazioni di pazienti e per una vera gestione partecipata della sanità;
- la riorganizzazione completa della medicina territoriale, con nuove strutture e l’istituzione della nuova figura del “direttore socio-sanitario”, per una vera integrazione tra sanità e sociale, e le Aggregazioni Funzionali Territoriali come modello organizzativo per la medicina generale e l’assistenza territoriale;
- l’avvio del nuovo “Corpo Logistico Sanitario Piemontese”, per avvicinare i cittadini all’accesso alle cure;
- l’istituzione del “Responsabile operativo degli ambienti sanitari”, che si occuperà dell’umanizzazione delle strutture;
- la messa a terra del Piano di edilizia sanitaria, il più importante di sempre per il Piemonte;
- la costituzione del Tavolo di coordinamento per la candidatura di nuovi Irccs pubblici in varie specialità, in modo da diminuire la mobilità verso le altre regioni;
- il taglio di tutte le spese improduttive per destinare i risparmi ottenuti nelle attività cliniche;
- l’avvio degli screening neonatali estesi e per la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia nei bambini;
- il potenziamento dei servizi di Salute mentale e delle dipendenze;
- il miglioramento della presa in carico per il trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione;
- l’odontoiatria solidale a favore delle fasce più deboli della popolazione;
- l’allargamento degli screening neonatali ai test presenti in commercio.
La parte sociale
Importanti novità anche per la parte sociale del Piano:
- attenzione verso il ruolo dei caregiver familiari, che spesso sono la prima e insostituibile assistenza alle persone fragili, su cui ricade il peso maggiore di fatica e sacrifici, per i quali verranno stanziati 5 milioni di euro all’anno;
- attenzione verso la natalità, con la conferma del Fondo Vita Nascente ed il nuovo Buono Vesta da 30 milioni di euro per le famiglie con bambini in fascia 0-6 anni;
- copertura con risorse del capitolo extra Lea dei costi dei parafarmaci per soggetti fragili con malattie rare;
- aggiornamento della disciplina sui servizi residenziali per anziani, disabili, minori e tossicodipendenti per adeguare i requisiti delle strutture ai nuovi bisogni e relative prestazioni;
- integrazione tra servizi sanitari e sociali per la presa in carico globale del paziente, con creazione di percorsi assistenziali condivisi tra ASL, Comuni e servizi sociali;
- maggiore collaborazione con il Terzo Settore;
- sviluppo di équipe multidisciplinari per pazienti fragili e non autosufficienti;
- presa in carico durante la transizione minore età-età adulta nel campo della disabilità;
- adeguamento della rete dei servizi sanitari penitenziari al modello di assistenza sanitaria territoriale
- percorsi di invecchiamento attivo e si salute.

































