VENAUS – L’Avis Comunale di Venaus-Valcenischia ha celebrato il suo 36° anniversario di attività, un traguardo che testimonia la costante dedizione della comunità al dono del sangue. La festa sociale, tenutasi lo scorso 12 ottobre, ha riunito donatori, ex donatori e autorità locali, ribadendo l’importanza cruciale del volontariato. Il presidente Aldo Natale ha presentato un bilancio operativo estremamente positivo: sono state raccolte ben 258 sacche di sangue, affiancate da 58 di plasma e una di plasmaferesi. Un dato che sottolinea la generosità del territorio è l’ingresso di nove nuovi soci (sette nuovi donatori e due cambi di sezione) nell’ultimo anno, essenziali per il ricambio generazionale. Il sindaco di Venaus, Avernino Di Croce, ha enfatizzato il valore etico del dono del sangue come “atto d’amore” verso chi soffre, un messaggio di solidarietà che risuona forte in un momento storico complesso.
L’Avis Venaus-Valcenischia
Nonostante il successo delle donazioni e la crescita dei nuovi soci, la sezione Avis Venaus-Valcenischia si trova a fronteggiare una potenziale sfida futura. Il presidente Natale ha infatti accennato all’imminente accorpamento delle sedi prelievi in un unico centro a Susa, una decisione che solleva perplessità. Il sindaco Di Croce ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di tale centralizzazione. La principale paura è la perdita del “clima familiare” e del rapporto diretto che caratterizza le raccolte locali, come già avvenuto in sezioni limitrofe. I dirigenti locali temono un calo della partecipazione e della frequenza delle donazioni, ribadendo la necessità di mantenere il servizio e il diritto all’autonomia delle piccole sedi, fondamentali per il tessuto sociale e sanitario del territorio.
































