L’Asilo Picco di Avigliana: una storia lunga 150 anni La scuola materna ha organizzato una giornata di festa il 12 settembre per celebrare questo importante anniversario

Asilo

AVIGLIANA – L’Asilo Picco: una storia lunga 150 anni. In Italia ci sono istituzioni che segnano la storia dei loro paesi e sono la viva testimonianza di un mondo che non esiste più. Una di queste è l’Asilo Picco di Avigliana, una scuola dell’infanzia nata ben 150 anni fa ai piedi del castello che fu dimora del “Conte Rosso”. I piccoli allievi giocano nelle stesse stanze in cui molti anni prima si sono divertiti i loro genitori, nonni, bisnonni ed antenati vari. Questa scuola materna rappresenta un pilastro fondamentale della recente storia di Avigliana. Celebrare il suo anniversario significa commemorare la nostra gioventù e quella dei nostri avi.

LE SUE ORIGINI

In Piemonte i primi asili nacquero intorno al 1850 e nel 1867 a Reano la Principessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, futura regina di Spagna, ne creò uno a sue spese accanto alla Cappella della Madonna della Pietà. Nel 1870 un comitato di cittadini aviglianesi, su impulso di quello che accadeva nei comuni limitrofi, decise di dare vita ad una struttura dove accogliere i bambini da 3 a 6 anni d’età, d’ambo i sessi. L’obiettivo era quello di avere una scuola a vantaggio generale della popolazione ed a beneficio di tutti i bimbi di Avigliana, aiutando le famiglie povere, in modo che i genitori potessero recarsi al lavoro senza il problema di dover lasciare soli i loro figli. Tra i 100 soci, il Comune si impegnò a versare 300 Lire. L’asilo nacque l’8 luglio 1871 con Regio Decreto di Re Vittorio Emanuele II, il “Padre della Patria” e per i primi 5 anni ebbe sede nel salone messo gratuitamente a disposizione dalla Congregazione dei Sacerdoti presso la Casa Riva.

L’ATTUALE SEDE

Nell’estate 1872 si tenne un ballo di beneficenza con lotteria a premi a favore della scuola infantile. La signora Emilia Gaggiotti vedova Belitrandi mise a disposizione gratuitamente il suo ampio salone e la Società Filarmonica Santa Cecilia si esibì senza richiedere alcun compenso. I fondi raccolti furono utilizzati nel dicembre dello stesso anno per acquistare dall’avvocato Origlia l’immobile che è tutt’oggi sede della scuola.  L’alienante cedette la propria casa ad un prezzo molto inferiore a quello di mercato. Contribuirono all’acquisto dell’edificio anche il Comune di Avigliana e molti privati, tra i quali il Cavalier Luigi Dallosta, colui che nel 1867 acquistò i laghi da Gerardo Carron di San Tommaso. Dallosta fece all’asilo un lascito testamentario di mille Lire. Nell’ottobre 1876 l’educazione dei bambini venne affidata alle suore della Piccola Casa della Provvidenza. Esse vi restarono sino all’anno scolastico 1982/83.

UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’

I primi decenni di attività dell’asilo si svolsero in una realtà che oggi ci sembra lontanissima. Non c’erano automobili ed il Conte Emanuele Cacherano di Bricherasio maturava l’idea di produrne su scala industriale. Esso fu tra i principali fautori della Fiat, costituita l’11 luglio 1899. ll Colle del Moncenisio era ancora italiano e non esisteva la grande diga, la Sacra di San Michele appariva ben diversa prima dell’intervento di Alfredo d’Andrade e Villa San Tommaso era ancora abitata da Gerardo Carron, ultimo Marchese di Buttigliera Alta, che fu Sindaco di Avigliana dal 1855 al 1862. Sua sorella Clementina, grande benefattrice, alla sua morte nel 1912 lasciò in eredità la villa alle Suore del Sacro Cuore. La nobildonna elargì cospicue donazioni all’asilo e fu proprio lei a vendere al francese Julien Vandel i terreni nella frazione Ferriera dove ora sorgono le fabbriche che hanno dato lavoro a tanti aviglianesi.

TANTI BENEFATTORI

La scuola materna riuscì a svolgere la sua attività grazie a molti benefattori, alcuni dei quali rimasti anonimi. Oltre alla Contessa Clementina Carron di San Tommaso, elargirono donazioni la Società Dinamite Nobel, la Cassa di Risparmio di Torino, la Società Militari in Congedo di Avigliana, la Società Filarmonica di Santa Cecilia, molti privati e molte famiglie, tra le quali quella del farmacista Belitrandi. Numerosi furono i lasciti testamentari ad opera di persone di gran cuore, i cui nomi, come quelli dei benefattori, sono ricordati da una targa.

MOMENTI BELLI E BRUTTI

Nelle sue storiche stanze gli insegnanti parlarono ai loro piccoli allievi dei progressi di inizio Novecento e sicuramente, citando l’esposizione universale del 1889, avranno spiegato loro che nella capitale francese stavano costruendo una grande torre di ferro. Ai maestri toccò il duro compito di spiegare ai bambini la brutalità della Prima Guerra Mondiale e di consolare quelli rimasti orfani. Il 5 settembre 1926 i piccoli allievi, accompagnati dai loro insegnanti erano tutti davanti alla scuola, vestiti di nuovo, per accogliere il Principe Ereditario Umberto in visita ad Avigliana. Esso inaugurò il monumento ai caduti in piazza Conte Rosso. Un nuovo periodo triste fu la Seconda Guerra Mondiale, una tragedia accompagnata dall’orrore dell’Olocausto. Tutte queste vicende furono veramente difficili da spiegare ai piccoli. Dopo il temporale venne però il sereno e l’attività dell’asilo continuò nel Dopoguerra e negli anni Sessanta. Il progresso si fece strada e per colorare, le classiche matite vennero via via sostituite dai pennarelli. Dalle aule si sentì sempre di più un rumore nuovo: quello delle automobili e dagli anni ’90 gli squilli dei cellulari dei passanti. Cambiarono il modo di vestire e quello di giocare, ma il legame della cittadina con l’istituto rimase sempre intatto.

LA STORIA RECENTE

Il 21 dicembre 1978 l’asilo venne inserito tra quegli enti da escludere dal trasferimento ai comuni. Nel 1984 il notaio Giovanni Picco, un uomo di grande generosità, già presidente dell’associazione Asili di Torino, finanziò la ristrutturazione del fabbricato e la scuola poté ingrandirsi occupando l’area lasciata libera dalle suore. Esso destinò all’istituto un lascito di 100 milioni di Lire. Nel 1986 il Consiglio Direttivo, come segno di gratitudine a questo grande uomo, dedicò la scuola materna a sua mamma, ribattezzandola “Domenica Bruno Ved. Picco”. Il 18 novembre 1991, la Giunta Regionale riconobbe alla scuola materna la personalità giuridica di diritto privato, approvando lo statuto ancora in vigore. A decorrere dall’anno scolastico 2000/2001 l’asilo è riconosciuto come scuola paritaria e nonostante le difficoltà, continua ad essere un punto di riferimento per i bimbi di Avigliana.

L’ASILO OGGI

Oggi l’Asilo Picco è presieduto da Alberto Mattioli. Oltre alle classiche attività educative e ricreative, ai piccoli ospiti vengono insegnate le lingue straniere, permettendo loro di imparare divertendosi. Il suo personale è composto da tre maestre, un istruttore di psicomotricità e propedeutica alla danza, una psicologa scolastica, una cuoca ed un inserviente. Per venire incontro alle esigenze dei piccoli e dei loro genitori offre servizi come l’orario flessibile, lo sportello psicologico e la mensa con pasti preparati giornalmente seguendo una dieta equilibrata, con possibilità di personalizzazione del menù su richiesta medica.

DOMENICA 12 SETTEMBRE L’ASILO FESTEGGERA’ QUESTO IMPORTANTE ANNIVERSARIO

Domenica 12 settembre 2021 sono previsti numerosi eventi per celebrare i 150 anni dell’asilo. Alle ore 10 nella Chiesa di San Giovanni verrà celebrata una Messa in memoria dei vecchi amministratori dell’istituto. Al termine della funzione religiosa, i presenti, al suono della Filarmonica “Santa Cecilia”, una delle realtà musicali più antiche della Valsusa, fondata ad inizio Ottocento, si trasferiranno alla sede della scuola. Qui ci sarà il saluto delle autorità e verrà inaugurata la mostra “Per non dimenticare”. Il pubblico potrà ammirare splendide foto d’epoca degli allievi. Ciascuno di noi avrà occasione di riconoscere sé stesso o i propri cari. Un momento veramente emozionante, durante il quale ricordare la propria infanzia e guardare divertiti come noi ed i nostri amichetti di allora siamo cambiati nel tempo. Grandi e piccini verranno inoltre allietati con una performance artistica curata da ex allieve ed i bimbi saranno intrattenuti con tanti giochi divertenti. Al termine della mattinata sarà allestito un buffet nel rispetto delle Direttive Anti Covid. La mostra chiuderà alle ore 17.

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