AVIGLIANA – Nel corso del 2025, le Aree Protette delle Alpi Cozie hanno notevolmente rafforzato la vigilanza diurna e notturna nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, con l’obiettivo primario di contrastare la pesca illegale e il bracconaggio. Questa intensificazione ha portato all’emissione di 13 sanzioni e al sequestro di attrezzatura non consentita nei confronti di pescatori non in regola. Le violazioni riscontrate spaziano da mancanze amministrative, come la pesca senza licenza governativa o il permesso dei concessionari (Riserva Lago Grande e FIPSAS Lago Piccolo), fino a gravi atti di bracconaggio. Le guardie parco hanno infatti recuperato svariate canne da pesca illegali e ben 6 nasse autocostruite posizionate abusivamente. Ancora più allarmante, in una zona di protezione ĆØ stata individuata una rete abusiva che aveva intrappolato giovani esemplari di carpa e luccio, specie giĆ in declino. Questi interventi, pur avendo una dimensione repressiva, sono volti alla prevenzione e alla tutela di un ecosistema fragile, patrimonio comune di inestimabile valore. La sanzione, come ribadito dal personale, ĆØ vista come una sconfitta, poichĆ© la vera missione ĆØ il sostegno ai pescatori rispettosi e la difesa dell’equilibrio ecologico.
Contrasto al bracconaggio notturno ad Avigliana
L’attivitĆ di controllo nel Parco dei Laghi di Avigliana non si limita alle verifiche diurne, ma si estende alle ore notturne per intercettare coloro che, approfittando del buio, praticano la pesca abusiva. L’Ente Parco sottolinea che l’obiettivo cruciale non ĆØ la mera repressione, ma la tutela dell’ecosistema contro i danni irreversibili che le violazioni ambientali possono causare. Il danno causato da un bracconiere non colpisce l’istituzione, ma intacca direttamente il patrimonio ambientale comune. Fortunatamente, su oltre un centinaio di pescatori controllati dall’inizio dell’anno, la stragrande maggioranza si ĆØ dimostrata rispettosa delle regole, confermando che l’azione sanzionatoria ĆØ mirata a un’esigua minoranza. La rimozione delle nasce e il recupero della rete da pesca abusiva rappresentano un’azione concreta a difesa della fauna ittica locale, incluse specie come il luccio, particolarmente sensibili. L’Ente Parco si impegna a favorire una fruizione rispettosa e sostenibile delle aree protette, garantendo supporto a chi agisce correttamente e applicando la legge solo come ultima risorsa contro chi danneggia irresponsabilmente l’ambiente.
































