La voce delle risaie: a Susa, Bruna Bertolo celebra le Mondine, pioniere dell’emancipazione femminile

SUSA – La Sala della Biblioteca civica “Enrico De’ Bartolomei” di Susa ha ospitato un evento culturale di grande rilevanza venerdì 14, con la presentazione del nuovo libro di Bruna Bertolo, “Mondine. Donne e lavoro in risaia. Storie delle mondariso” edito da Susalibri. L’opera si immerge nell’universo femminile, riportando alla luce la storia epica e le lotte delle migliaia di donne che, tra Ottocento e Novecento, abbandonavano le loro terre per raggiungere il “mare a quadretti” delle risaie del Nord Italia – in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. L’assessora alla Cultura, Cinzia Valerio, dialogando con l’autrice, ha posto l’accento sulla solidità della ricerca storica che sostiene il volume e sulla scelta simbolica della data, che richiama la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sottolineando il legame profondo tra la vicenda delle mondariso e i primi passi verso l’emancipazione femminile. Nonostante il lavoro fosse semplice ma estenuante — diserbare le piantine immerse nel fango e sotto il sole per circa quaranta giorni — le mondine furono figure centrali nel mondo agricolo e portatrici delle prime istanze per i diritti dei lavoratori, lottando per la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore e contro il caporalato che colpiva le operaie forestiere.

Presentazione del nuovo libro di Bruna Bertolo

Il libro di Bruna Bertolo, pur dedicando il primo capitolo alla storia della coltivazione del riso in Italia, introdotto dai monaci cistercensi, si concentra sul ruolo cruciale delle donne come protagoniste dei movimenti per i diritti. Vengono ricordate figure storiche come Argentina Bonetti Altobelli, prima segretaria della Federterra, e le loro battaglie fondamentali per il collocamento equo. L’autrice non tralascia il periodo fascista, la “battaglia del riso” e la fondazione dell’Ente Nazionale Risi nel 1931, né i successivi episodi di ribellione durante la guerra, come lo sciopero del 1943 guidato da Gina Borellini, e le tragedie del dopoguerra, tra cui l’uccisione di Maria Margotti nel 1949. Con la progressiva meccanizzazione negli anni Sessanta e Settanta, il lavoro in risaia subì un profondo cambiamento, riducendo la manodopera necessaria e modificandone la composizione con l’arrivo di donne dal Sud Italia. La narrazione si arricchisce anche delle testimonianze dirette, come i ricordi dell’editore Angelo Panassi e della signora Rosa di Olevano. Infine, l’opera esplora la rappresentazione cinematografica e il patrimonio culturale dei canti delle mondine, da “Riso amaro” a “La risaia”, concludendosi simbolicamente sulle note della versione di Milva di “Bella ciao (la canzone delle Mondine)”. Il successo del volume è confermato dalla prossima presentazione in programma per venerdì 28 novembre all’auditorium “Daniele Bertotto” di Avigliana.

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