“La Via Crucis” di Giulio Vigna in mostra alla Chiesa dei Batù di Giaveno

GIAVENO – La Chiesa dei Batù ospiterà fino al 28 marzo la mostra “La Via Crucis” di Giulio Vigna. Si tratta di una serie di 14 piastre in ceramica lavorate con la tecnica giapponese Raku, raffiguranti le stazioni della via Crucis, più una recante il titolo dell’opera. L’evento è stato patrocinato dalla Città di Giaveno e dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Circolo Ricreativo Culturale della Chiesa dei Batù, l’Associazione Porte Aperte al Mondo, il Lions Club di Giaveno, l’Archivio Lorenzo Alessandri e l’Ambulatorio dell’Arte. L’inaugurazione si è svolta sabato 19 marzo ed ha visto la partecipazione di un folto numero di avventori.

Ad introdurre l’evento è stato il commento di Concetta Leto, esperta d’Arte che ha evidenziato come l’artista abbia saputo abilmente raffigurare gli episodi della Passione su un supporto umile come l’argilla, invece di scegliere la tradizionale tecnica dell’olio su tela. Ai partecipanti è stata fornita una riproduzione cartacea delle opere, recante note informative sull’autore e sulla tecnica usata.

IN CHIESA

Dapprima costituita da un solo corpo (la chiesa attuale) viene ampliata nel 1668 con la costruzione di un coro, delle stesse dimensioni della chiesa, dalla quale è separato dall’altar maggiore: una struttura in legno “d’architettura di Corinto” in finto marmo rosso scuro marezzato, con putti ed elementi decorativi bianchi, con al centro la Pala della Circoncisione. Nel fastigio due angeli che reggono il monogramma I.H.S. (foto 4) e ai lati due busti reliquiari. Gli anni più fulgidi della Confraternita vanno dal 1680 al 1780. In questo periodo  nel lato destro della navata viene eretto dall’Università dei Calzolari un altare dedicato ai loro Santi Patroni, Crispino e Crispiniano, rappresentati nella pregevole Deposizione dalla Croce del pittore Bartolomeo Perretti. Sul lato sinistro, intorno al 1720, è posto un altro altare recante l’ancona del Crocefisso con le anime purgantiopera attribuita al pittore di corte Claudio Beaumont. Altri artisti hanno nobilmente decorato la chiesa.

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