La Valsusa in guerra: il racconto del partigiano Cesare Alvazzi Del Frate tra arresti, missioni e liberazione

VALSUSA – La storia della Resistenza in Valsusa ĆØ costellata di figure coraggiose e di episodi che testimoniano la lotta per la libertĆ  dal nazifascismo, tra questi, spicca il racconto del partigiano Cesare Alvazzi Del Frate, Comandante di Distaccamento della 41ĀŖ Divisione Val Chisone Assietta e Ufficiale di Collegamento con le Forze Alleate. Le sue memorie ci trasportano nel cuore degli eventi che segnarono la primavera del 1945, un periodo di speranza e di pericoli costanti.Ā Nel marzo di quell’anno, Alvazzi Del Frate si trovava a Torino con il suo comandante Franco Faldella, Luciano Sibille e Lella Panizzera.Ā La loro presenza in cittĆ  non passò inosservata. Durante una sosta al Ristorante “Il cuculo”, in via Roma, furono avvicinati da ufficiali fascisti in borghese appartenenti al famigerato Reparto antipartigiani. Insospettiti, chiesero i documenti a Faldella, che risultava essere un ufficiale dell’esercito in servizio. Alvazzi Del Frate, temendo complicazioni, tentò di allontanarsi, ma fu inseguito e fermato. Faldella venne rilasciato, mentre Alvazzi Del Frate, residente in via Maria Vittoria, fu condotto a casa per una perquisizione.

L’arresto da parte dei fascisti del partigiano Cesare Alvazzi Del Frate

Un incontro fortuito sul portone con Gianni Chiambretto, un amico partigiano che intuƬ immediatamente la situazione, non potĆ© evitare la successiva ispezione. Un pacchetto di sigarette americane “Old Gold”, ritrovato in casa, divenne la prova del suo collegamento con gli Alleati. Fu quindi condotto al comando del RAP, all’hotel SITEA, e rinchiuso in uno stanzone al piano terra.Ā Dalla finestra con le sbarre, Alvazzi Del Frate intravedeva i balconi di una casa vicina. Nell’attesa, un gesto di ribellione: staccò un pezzo di filo d’acciaio dalla brandina e provocò un cortocircuito, interrompendo la corrente elettrica. Il mattino seguente, fu condotto al piano superiore per un interrogatorio. Un ufficiale, reduce da uno scontro con i partigiani, gli mostrò una loro bandiera, ma presto si rese conto che Alvazzi Del Frate non apparteneva a quel gruppo. Fingendosi ignaro di tutto, riuscƬ a depistare i suoi interrogatori. La proposta di arruolarsi nelle Brigate Nere fu respinta.

Cartolina di Exilles
Cartolina di Exilles

Liberiamo Exilles

Al suo comando, fu subito informato di una missione di collegamento con gli Alleati in Francia. Si offrƬ volontario e partƬ, accompagnato da un giovane canadese di Toronto, Ontario, desideroso di unirsi a lui. Attraversarono il colle d’Ambin e seguirono un sentiero evitando le mine. Al posto di blocco francese dovettero consegnare le armi e proseguire per Braman. Il giorno seguente, una jeep proveniente da Grenoble, portò indumenti, armi e munizioni. La tranquillitĆ  durò poco. Un’irruzione di soldati francesi, portò al sequestro di tutto il materiale. Fu allora che Alvazzi Del Frate si rivolse a un capitano che ordinò la restituzione di quanto confiscato. Rifocillati e riposati, ripresero la salita al colle, con Alvazzi Del Frate nel ruolo di guida.

Una mitragliatrice tedesca sul campanile

Il 27 aprile, giunti al colle, udirono distintamente spari ed esplosioni provenire dalla valle. Alvazzi Del Frate informò i francesi che avrebbe atteso di valutare la situazione e che avrebbe inviato un portaordini con notizie entro la sera.Ā Sopra il comune di Exilles, nell’alta Val di Susa, il partigiano Alvazzi Del Frate ritrovò i suoi compagni. Si sparava in direzione del paese. Sul campanile svettava una mitragliatrice tedesca, che i partigiani riuscirono a neutralizzare. Mentre era sdraiato per sparare, un tonfo vicino lo fece sobbalzare: era un colpo di mortaio inesploso. Ancora una volta, la fortuna lo aveva assistito.Ā Come promesso, Alvazzi Del Frate inviò un portaordini al colle per aggiornare i francesi sulla situazione. Quando le Forze Francesi dell’Interno raggiunsero Exilles e constatarono la liberazione, compirono un gesto raro nei confronti degli italiani: si schierarono lungo la strada principale, presentando le armi al passaggio di Alvazzi Del Frate e del loro ufficiale. Successivamente, a Susa, gli fu conferita la Croix de Guerre avec Etoile de bronze.

Mitragliatrice tedesca
Mitragliatrice tedesca

L’arrivo del grosso delle truppe francesi portò con sĆ© momenti di tensione. Le truppe scesero fino a Rivoli e De Gaulle manifestò l’intenzione di annettere la valle alla Francia. Solo l’intervento deciso del Presidente americano, che minacciò di sospendere gli aiuti alla Francia, scongiurò questa eventualitĆ .Ā  Da Exilles, animato dall’entusiasmo della liberazione, il partigiano Alvazzi Del Frate scese a Torino con una motocicletta in prestito e partecipò alla sfilata in corso Cairoli, ritrovando molti amici. L’incubo era finito, ma la cittĆ  portava ancora le cicatrici della guerra: cadaveri galleggiavano sul Po e cecchini fascisti sparavano dai tetti. In alta Valsusa, un movimento per l’annessione alla Francia dei territori dell’antico Delfinato non ebbe seguito. Nelle settimane successive, seguirono la smobilitazione e la consegna delle armi. Alvazzi Del Frate, per precauzione, distrusse il suo mitra gettandone i pezzi nel torrente.

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