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Storia dei NoTav dal 1985 al 1989: il raddoppio della linea e il programma dell’Alta Velocità di MARIO BONTOSI CAVARGNA

pendolino Settebello

VALSUSA – La storia del Movimento NoTav dal 1985 al 1989. Il 18 dicembre 1985, viene inaugurato il completamento del raddoppio della linea ferroviaria Torino-Modane nel tratto tra Bussoleno e Bardonecchia. 14 anni prima era stato terminato il primo tratto tra Salbertrand ed Exilles. Adesso il binario di salita è su di un tracciato completamente nuovo e La Stampa riassume questo nuovo scenario nel titolo con cui annuncia l’evento. “Ora il treno sfreccerà in Alta Val di Susa a 140 chilometri all’ora”.

NEL 1988

A fine febbraio, il quotidiano di Torino annuncia la proposta francese di estendere all’Italia i collegamenti del suo treno passeggeri ad Alta Velocità. Attraverso un tunnel ferroviario di base al Monginevro, che viene preferito alla storica direttrice del Moncenisio. Pochi giorni dopo, il giornale pubblica una intervista al direttore del compartimento ferroviario di Torino, che replica in modo esplicito. “Parigi non vale un TGV”. Il dirigente, appena andato in pensione, commenta. “L’importante è arrivare a Modane in un’ora e lo si può già fare con alcuni interventi sulla linea attuale. Con la caduta delle barriere doganali, Parigi sarà a 5 ore e mezza. Non vale la pena di spendere migliaia di miliardi di lire per risparmiare 90 minuti di viaggio. Bisogna piuttosto pensare a migliorare il nodo di Torino ed eliminare la strozzatura che ci penalizza da decenni”.

NEL 1989

Il governo francese continua ad invitare l’Italia a collegarsi alla sua rete di treni passeggeri ad Alta Velocità. Ma le amministrazioni piemontesi non mostrano entusiasmi e la grande stampa relega la notizia in spazi modesti. La svolta avviene il 18 settembre del 1989 alla Fondazione Agnelli. Nell’imminenza dell’incontro tra i ministri dei Trasporti italiano e francese, l’associazione Tecnocity organizza un convegno di “politici ed esperti”. Presenta il progetto francese di costruire una linea TGV tra Torino e Lione con una galleria di 50 chilometri sotto il Moncenisio. Grazie alla diretta partecipazione di Umberto Agnelli, l’idea riscuote i primi consensi. L’interesse delle Ferrovie dello Stato comunque è ancora modesto. Anche perché in questo momento i programmi per una rete ferroviaria ad Alta Velocità non godono dei favori della direzione generale. Ma il bollettino della Regione Piemonte la rilancia subito, sottolineando che l’iniziativa è appoggiata dalla Federazione delle Unioni Industriali del Piemonte.

UN FUTURO AD ALTA VELOCITA’

Così il dibattito cresce ed a dicembre, il settimanale Luna Nuova dedica un ampio servizio alle notizie. “Un futuro ad Alta Velocità”, che diventerà un argomento di discussione nel prossimo vertice tra Italia e Francia. Si prevedono due fasi. Prima, una velocizzazione della linea con il treno Pendolino ad asseto variabile che può utilizzare la linea esistente. Poi la realizzazione di una nuova linea ad Alta Velocità. Per la quale i costi di realizzazione potrebbero arrivare a 80 miliardi di lire al chilometro. I principali promotori dell’iniziativa sono i francesi, intenzionati a proporre i loro mezzi e la loro tecnologia ed ad attirare nelle loro stazioni invernali gli sciatori. Questi frequentano la Val di Susa ed è proprio questo quello di cui si parla in un’assemblea dei sindaci della Maurienne. Il Consiglio Generale della Savoia ed il suo presidente, Barnier, a novembre diffondono un bell’opuscolo informativo dal suggestivo titolo “TGV Alpin”.

Continua la storia del Movimento NoTav cominciata nel 1985. Secondo i francesi, il tunnel di 50 chilometri non presenta problemi e potrebbe essere realizzato in cinque anni. Luna Nuova rileva che da parte italiana ci si stà muovendo poco. Perché il commissario straordinario delle Ferrovie dello Stato, Schimberni, alla fine del 1989, ha azzerato il programma italiano di Alta Velocità. Ha quindi destinato i 79.000 miliardi già stanziati al miglioramento della rete esistente. In Val di Susa, ci sono voci contrastanti, con il sindaco di Susa, Renato Montabone. Lui dà un giudizio “estremamante positivo” sul progetto. Mentre il presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa, Maffiodo, esprime dei dubbi. L’idea può essere positiva, ma va a caricare la valle di un’altra infrastruttura e quindi rischia di creare un nuovo, grave impatto ambientale.

IL LIBRO

Il testo è preso dal libro di Mario Cavargna Bontosi che ha gentilmente concesso la pubblicazione: No TAV. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

libro Cavargna