SUSA – Sulla Stazione Internazionale TAV a Susa, dopo le dichiarazioni di TELT durante la storica riunione dell’Osservatorio, l’ingegner Bufalini ha precisato che nei prossimi mesi sarà fatto il bando della Stazione di Susa, è stata fatta chiarezza. La parola a Gemma Amprino, sindaco di Susa, negli anni in cui fu deciso questo lavoro.
Sulla Stazione Internazionale a Susa intervista a Gemma Amprino
Un commento? Quando si parla di TAV e di Stazione Internazionale devo ricordare tutti i difficili e molto complessi momenti vissuti come Sindaco di Susa, nel periodo più rovente degli scontri NO TAV, caratterizzati da fortissime tensioni, pur nel rispetto delle diverse posizioni sull’argomento. La situazione oggi è senza dubbio cambiata, considerando che le amministrazioni pubbliche possono parlare dell’argomento senza rischio per l’incolumità personale e della propria famiglia, com’ era ripetutamente accaduto a me. Nello specifico sono ovviamente molto contenta di quanto affermato perché sostengo da sempre l’importanza della Stazione di Susa quale unica connessione certa tra la TAV e il territorio valsusino.
Perché proprio la Stazione di Susa? Perché la Stazione di Susa, come la gemella Stazione Francese di Saint Jean de Maurienne, sono parte integrante del progetto del nuovo tunnel ferroviario, validato dall’Italia, dalla Francia e dall’Unione Europea, che ne sostengono complessivamente i costi. Eliminare la Stazione di Susa, giunta come gli altri lavori alla fase esecutiva, significa eliminare l’unica possibilità certificata di avere una fermata sicura in Valle, a fronte della dolorosissima situazione che ha patito il territorio negli ultimi trent’anni. Sarebbe come subire l’autostrada, senza avere nessun accesso in Valsusa all’infrastruttura viaria.
Ma non crede che il progetto approvato sia sopradimensionato per Susa? La Stazione Internazionale, prevista a Susa fin dal 2008 dopo attente analisi geografiche, trasportistiche ed economiche, non è mai stata pensata per Susa ma per lo sviluppo integrato dell’intera Valsusa. L’architetto Virano riteneva che la Valle avesse le carte per diventare una meta europea e per quanto mi riguarda questa convinzione mi accompagna da sempre. Proprio in questa logica, nel 2002 l’Associazione Il Ponte, di cui ero Presidente, unitamente ad altre quindici Associazioni, aveva promosso sull’argomento il convegno Una Valle da sogno, un sogno per la Valle.

Quali i temi trattati? La possibilità di sviluppare una proposta turistica e culturale integrata di Valle, in grado di offrire al territorio nuove opportunità di sviluppo e di lavoro. La pesante crisi economica e lavorativa che ha impoverito buona parte dei comuni valsusini è sotto gli occhi di tutti e questa debolezza si traduce in una riduzione dei servizi che penalizza ulteriormente i residenti. Credo sia indispensabile lottare perché questa situazione cambi. E sto pensando ad esempio alla richiesta, che condivido, di agevolazioni fiscali che possano aiutare i residenti e rendere più attrattivo il territorio per gli investitori.
Quindi la Stazione internazionale come opportunità per tutti? Esattamente. La posizione della Stazione Internazionale, prevista in progetto dell’architetto Kengo Kuma, non intende rispondere a semplici logiche di trasporto ferroviario, ma a una moderna possibilità di trasporto integrato rotaia-gomma, ovvero ferrovia-autostrada, che permetta al viaggiatore che ne usufruisce di raggiungere la propria destinazione, dalla Sacra di San Michele al Sestriere, con mezzi dedicati e massima comodità. Evidentemente attivando i servizi già oggi presenti in tutte le fermate internazionali e indispensabili in una valle alpina.
Un gruppo di lavoro per la Stazione a Susa
Come coordinatore del Gruppo di Lavoro a favore della Stazione Internazionale, con quali ulteriori considerazioni lei ha difeso la Stazione di Susa rispetto ad altre ipotesi? Ipotesi di fermata e non di nuova stazione, ipotesi che possono essere formulate e promesse e poi ritrattate senza colpo ferire. Le parole chiave sono proprio “ipotesi” e “promesse”. Ho troppa esperienza per credere che si realizzino le prime, per altro in assenza totale di documenti ufficiali, e che si tenga fede alle seconde. E molti, visto quanto è successo e succede credo mi diano ragione. Sono dell’avviso che ci siano soggetti che lavorano da anni per far saltare l’unica fermata accreditata della TAV in Valsusa, così da unire i binari che escono dal tunnel a quelli già esistenti, con l’obiettivo di eliminare i costi di esercizio di una fermata passeggeri in Valle. Sono, per altro, le stesse persone che ritengo abbiano interesse a far prolungare i lavori all’infinito. È proprio per cercare di evitare questo danno epocale che ho accettato di partecipare al Gruppo di Lavoro, promosso dal Comune di Susa.
Dopo la riunione dell’Osservatorio è però più ottimista? Mi auguro che quanto deciso ai più alti livelli, con studi, progettazioni, approfondimenti e ovviamente incarichi molto onerosi, sia mantenuto per rispetto ai cittadini italiani che quei costi hanno dovuto sostenere. L’ottimismo, però, è difficile da coltivare considerando il peso e le problematiche di cantiere che per anni dovremo affrontare e Susa, indipendentemente dalla Stazione, in una misura che non ha uguali in nessun altro Comune della Valle.
Qualche indicazione in merito? In merito ritengo più che motivato pretendere da parte delle Amministrazioni coinvolte un tavolo locale di confronto costante con TELT e attivarsi ai massimi livelli per ridurre, per quanto possibile, le articolate problematiche legate alla realizzazione della Nuova Linea Torino-Lione. Anche in questo caso mi auguro che invece di dividersi in “tifoserie”, funzionali solo a soggetti esterni alla Valle e poco interessati al suo futuro, le forze si coalizzino per affrontare insieme le dolorose questioni che toccheranno certamente Susa ma non lasceranno indenni, valutando attentamente il progetto ferroviario, nessun Comune né dell’Alta né della Bassa Valle. Nonostante quanto ho visto accadere, questo è un sogno che spero davvero si realizzi.
































