La Fiera Franca di Oulx è un successo: tradizione montana e rilancio zootecnico al centro dell’alta Valle Susa

OULX – Un gran pienone di pubblico ha accolto l’edizione della Fiera Franca di Oulx, che si è riconfermata un appuntamento cruciale non solo per l’Alta Valle Susa ma per l’intero territorio alpino. La manifestazione, radicata in una tradizione secolare, ha visto il suo momento culminante nella mattinata del 5 ottobre con l’inaugurazione ufficiale. La cerimonia si è svolta al parco pubblico adiacente a Piazza Garambois, con il classico taglio del nastro accompagnato dalle note della banda musicale locale e alla presenza di numerose autorità. Subito dopo, l’attenzione si è spostata sulla fondamentale premiazione degli allevatori che, con i loro migliori capi di bestiame, sono i veri custodi del patrimonio agro-silvo-pastorale montano. Come sottolineato dal presidente dell’Unione Montana Alta Valle Susa, Mauro Carena, e ribadito dal sindaco di Oulx, Mauro Cassi, è fondamentale sostenere gli allevatori: “La montagna vive sul lavoro e la passione degli allevatori. A loro deve andare il nostro sostegno,” ha spiegato Cassi, evidenziando come l’azione amministrativa debba garantire le migliori condizioni per lavorare e produrre in montagna.

La Fiera Franca di Oulx è un successo

Il successo della Fiera Franca si è manifestato in modo eclatante lungo il percorso espositivo, dove il numeroso pubblico affluito ha potuto esplorare e degustare le eccellenze locali. Gli stand hanno offerto una vetrina d’eccezione per i prodotti tipici che raccontano l’identità del territorio: dalle castagne e marroni alle patate, dai vini di montagna alle birre artigianali, senza dimenticare l’ampia offerta di formaggi, miele e marmellate. Questo grande interesse per l’enogastronomia e l’artigianato locale conferma il ruolo della Fiera come un importante appuntamento culturale che celebra la sostenibilità e il valore intrinseco dei prodotti montani. La manifestazione ha inoltre coinvolto attivamente le scuole locali, garantendo la trasmissione della cultura alpina alle nuove generazioni. Sul palco delle premiazioni, coordinate dall’assessore Thomas Martin, gli allevatori sono stati omaggiati con il simbolo per eccellenza della loro professione: il campanaccio, a testimonianza del loro insostituibile contributo alla vita e all’economia della Valsusa.

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