La festa del Piemonte, la storia al Colle dell’Assietta: “Nojàutri bogioma nen”

assietta

COLLE DELL’ASSIETTA  – La festa del Piemonte, la storia al Colle dell’Assietta: “Nojàutri bogioma nen”.

LA FESTA DEL PIEMONTE AL COLLE DELL’ASSIETTA

Domenica 16 luglio è andata in scena all’Assietta la rievocazione della storica battaglia con l’intervento di alcuni prestigiosi Gruppi Storici. L’iniziativa si inserisce nella cornice della prima “Festa del Piemonte” voluta dal Consiglio Regionale in collaborazione con l’Associassion Festa dël Piemônt al Còl ëd l’Assieta” da 55 anni organizzatrice della rievocazione. “Quest’anno abbiamo cercato di curare ogni minimo dettaglio per dar vita alla rievocazione, simbolo identitario del Piemonte – esordisce Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – Abbiamo previsto ad esempio, solo per gli over65enni, la possibilità di salire utilizzando gratuitamente un servizio navette”. 55ª Festa del Piemonte al colle dell’Assietta – Com’è tradizione l’evento si è svolto secondo il seguente programma: per i più volenterosi la festa è iniziata già il pomeriggio di sabato 15 luglio, a partire con le visite guidate al campo storico.

I GRUPPI STORICI

I gruppi storici che animano la rievocazione hanno allestito in modo dettagliato quello che era stato l’accampamento militare sabaudo del 1747, non solamente una ricostruzione statica della struttura ma un vero e proprio quadro vivente animato dai rievocatori sia in abiti militari sia in abiti civili dell’epoca. Di fatto si rievocano scene di vita esattamente come si svolgevano e si sarebbero potute vedere nel 1700. Proprio per valorizzare e rendere disponibile la ricostruzione fatta si sono organizzate visite guidate per il pubblico supportate da guide (in abito d’epoca) che hanno illustrato sia gli eventi storici sia i momenti di vita più abituali. Le visite sono proseguite anche la domenica. Per allietare tutti i palati un succulento menù a cura del Rifugio Assietta nella preparazione dei pasti del sabato sera e della domenica. La serata del sabato è stata dedicata alla commemorazione dei caduti della battaglia di entrambe le parti che si sono affrontate sulle nostre montagne.

LE FIACCOLE

Un corteo storico si è mosso all’imbrunire illuminato solamente dalle fiaccole per raggiungere alla testa dell’Assietta, il punto in cui la battaglia fu più cruenta, l’obelisco che ricorda i caduti. Come la tradizione vuole si sono ricordati i caduti non solo dell’Assietta ma di tutte le guerre. La manifestazione è proseguita con il corteo storico rientrato al campo con tutto il pubblico presente pei accendere il tradizionale falò. i gruppi musicali hanno ravvivato la serata con brani della tradizione piemontese e occitana. Altro appuntamento nella mattina di Domenica 16 luglio con la cerimonia di alzabandiera e apertura ufficiale manifestazioni che hanno preso il via con la santa messa al campo in lingua piemontese alla presenza di tutte le autorità civili, militari convenute. L’associazione ha infatti tra i propri obiettivi la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e delle tradizioni, in specie quelle linguistiche. La messa in lingua piemontese è un momento che vuole rafforzare la nostra identità con il nostro territorio.

GLI ONORI AI CADUTI

Al termine della funzione religiosa, gli Onori ai Caduti alla Butta dei Granatieri e commemorazione all’obelisco con la presenza del Labaro Centro Regionale Piemonte e Colonnelle dell’ANGS, dei Gagliardetti dell’ANA, del Gonfalone Regione Piemonte ed Enti locali, delle Autorità civili e militari. Probabilmente uno dei momenti più emozionali della festa del Piemonte è stata la rivocazione vera e propria della battaglia. Il pubblico, in totale sicurezza, ha potuto  assistere alla replica della battaglia con fuoco a salve. I gruppi storici hanno dato vita a simulazioni dei combattimenti in modo realistico fronteggiandosi sulle fortificazioni originali ancora visibili sul colle dell’Assietta. Questa è la rievocazione storica che si svolge alla quota maggiore in Europa, infatti il colle dell’Assietta si trova a circa 2.500 metri di altitudine.

LA RIEVOCAZIONE

I Gruppi Storici che hanno partecipato alla rievocazione Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 capofila per: Reggimento Piemonte 1793; Armata del Duca-Reggimento Kalbermatten; Dragoni Rossi di S.A.R.; Compagnia d’Armi Flos Duellatorum; Reggimento De Vincenti; Redcoats Rebels e Milizia Paesana di Grugliasco. Infanterie Regiment Wied, Imperial Regio Salm Sapéri Terezìn e Gruppo Storico Pietro Micca. Per un totale di circa 80 – 90 rievocatori. Nel pomeriggio le esibizioni musicali a cura della Banda Musicale San Lorenzo Cavour e dei canti del gruppo Alpino e la Conferenza “La Battaglia dell’Assietta e la campagna militare alpina del 1747” presso i locali del rifugio. In chiusura manifestazione la cerimonia dell’ammaina bandiera. In una suggestiva cornice del paesaggio alpino, l’evento è stato unico e indimenticabile per i partecipanti.

SULLA LIBERTÀ

E’ stato un momento in cui poter riflettere – ha dichiarato Enrico Tenivella, presidente dell’Associazione Festa del Piemonte al Colle del’Assietta,- sulle nostre radici, sulla nostra resilienza e sul valore della libertà”. A ricordo dell’epica difesa dell’Assietta – I bianchi Alamari conferiti ai Granatieri Guardie quale simbolo di valore e onore – Il 19 luglio 1747, durante la guerra di successione d’Austria. I Granatieri del battaglione Guardie erano schierati sul colle dell’Assietta contro l’esercito franco-ispano. Il combattimento fu sanguinosissimo. Il Comando piemontese ordinò il ripiegamento sulle seconde posizioni, ma  a quell’ordine il Tenente Colonnello Conte Paolo Navarina di San  Sebastiano, Aiutante di campo del Conte di Bricherasio, non ottemperò: “In faccia al nemico non possiamo voltare le spalle” (si narra, tra storia e leggenda, che il Conte di San Sebastiano esclamasse alla richiesta di ritirata: “Nojàutri bogioma nen” (noi non ci muoviamo) e all’Assietta nacque il termine “bogianen”, l’origine dell’attuale appellativo con cui vengono chiamati i piemontesi. Facendo perno sul colle dell’Assietta, tenuto ancora da uno sparuto ma valoroso drappello delle Guardie, i piemontesi vinsero.

I GRANATIERI DI SARDEGNA

La Specialità Granatieri di Sardegna, ancora oggi, – ha spiegato il colonnello Massimo Siragusa, che ha comandato il 1° Reggimento, anche lui salito alla Testa dell’Assietta, – si fregia con orgoglio dei tradizionali bianchi alamari applicati sulle uniformi, a somiglianza del segno caratteristico dell’abbottonatura delle truppe spagnole, conferiti ai Granatieri Guardie da Carlo Emanuele III Re di Sardegna, quale simbolo di valore e di onore, a memoria delle epiche gesta della difesa dell’Assietta”.

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