In Valsusa treni in ritardo e soppressi, una mamma scrive a Unione Montana Valle Susa e Città Metropolitana

SUI DISAGI DEI TRENI IN VALSUSA

VALSUSA – Scrive una mamma con due figli studenti, utenti della Valsusa della linea ferroviaria. Una missiva mandata, oltre che ai giornali, all’Unione Montana Valle Susa e alla Città Metropolitana. “Come spesso sta succedendo da quando è iniziata la scuola, i treni oggi erano in ritardo ed alcuni sono anche stati soppressi. Si può fare qualcosa a livello di cronaca per migliorare questo disservizio? Questo è un problema che riguarda tutta la tratta da Bardonecchia a Torino. In questi primi quindici giorni di scuola è  già successo cinque volte a mio figlio che frequenta una scuola a Torino e quattro volte all’altro mio figlio che frequenta il liceo a Oulx. Il problema che è stato comunicato è relativo ad un guasto sulla tratta, nella zona di Salbertrand. Ma allora dove sta il problema? Sono forse i macchinari utilizzati sulla nostra tratta che sono vetusti? Questo disguido è un problema per i ragazzi che non possono fare ritardo all’ingresso e si svegliano la mattina alle 5.30 per andare in stazione. Ogni volta che succede un ritardo e vedo tutti quei pendolari in attesa del treno, penso a come si possa andare avanti nel 2024 a sopportare una situazione del genere. Chi lavora a Torino come possono gestire la situazione con i loro datori di lavoro e i ragazzi con le scuole?”.

L’ABBONAMENTO COSTA CARISSIMO

Scrive ancora la mamma. “Siamo una zona disagiata per tanti versi, ma il trasporto pubblico mi sembra il minimo che un utente possa chiedere. Sapete quanto costa un abbonamento annuale per la tratta Bussoleno-Torino? Ve lo dico io, 976 euro. Mio figlio è uno studente, ha 18 anni, non ci sono agevolazioni… paghiamo come un lavoratore. Il servizio erogato però non rispecchia il prezzo pagato. Io ho già fatto un reclamo a Trenitalia e da domani mi vedranno tutti i giorni finché il problema non verrà risolto, anche perchè devo trovare una soluzione, mio figlio si sta stufando, rischiamo che lasci la scuola in quinta superiore, nonostante gli piaccia quella scuola ed abbia un buon rendimento. Avevo anche pensato di portarlo io a scuola, ma credo che non sia corretto.”

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