Impianti di sci chiusi fino al 15 febbraio? La richiesta al Governo è un ristoro di almeno al 50% del fatturato 2019 Domani, poi, ci sarà la pubblicazione del nuovo monitoraggio

TORINO – Impianti di sci chiusi fino al 15 febbraio? Il Governo dica chiaramente che non si aprirà e stanzi indennizzi pari almeno al 50% del fatturato 2019. Il nuovo Decreto in vigore dal 16 gennaio prevede che gli impianti sciistici rimangano chiusi fino al 15 febbraio. A partire da questa data potranno aprire “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico“. Il Governo non ha però detto chiaramente che la stagione invernale non ci sarà. Non è stato altrettanto chiaramente detto quando stanzierà le risorse necessarie per evitare il disastro sociale. Per un intero comparto dello sci ancora senza ristori  e puntualmente beffato da un Governo allo sfascio. Servono indennizzi reali e che tengano conto di tutti, per almeno il 50% del fatturato 2019, per un giro d’affari che pesa 11mld e circa l’11% del Pil, nonché posti di lavoro diretti e d’indotto.

IL DECRETO

Domani, poi, ci sarà la pubblicazione del nuovo monitoraggio: in base ai dati, il Ministero della Salute stabilirà, con una ordinanza, i “colori” delle regioni. Gli sciatori, che speravano di poter approfittare delle copiose nevicate delle ultime settimane, dovranno aspettare quindi almeno un mese prima di tornare sulle piste. Si protrae ulteriormente, invece, lo stop per palestre e piscine: il Ministro Spadafora, a fine dicembre, aveva detto che l’obiettivo era quello di poterle riaprire in sicurezza a fine gennaio. I nuovi dati hanno sconsigliato invece questa accelerazione. In fondo, con i dati attuali dei contagi e, di conseguenza, con le regioni che rischiano di diventare giallo rafforzato, arancione o rosso in base all’andamento della pandemia, diventa praticamente impossibile per una persona domiciliata a Torino, Milano o altrove andare a sciare nelle numerose località montane sparse per tutto il nostro Paese. Sarebbero, perciò, delle riaperture quasi inutili.

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