Il valore della memoria a Susa: l’Istituto Ferrari ricorda la Shoah

SUSA – Il 27 gennaio non ĆØ solo una data sul calendario, ma un monito universale che ci impone di guardare negli occhi l’abisso della Shoah. Ricordare il genocidio sistematico di sei milioni di ebrei e di innumerevoli altre vittime innocenti significa onorare chi non ĆØ tornato e proteggere il futuro dall’indifferenza. A Susa, questa ricorrenza ĆØ stata vissuta con profonda partecipazione collettiva, ribadendo che la memoria non ĆØ un esercizio statico del passato, ma un impegno civile che deve coinvolgere innanzitutto le nuove generazioni, affinchĆ© gli errori della storia non trovino mai più terreno fertile.

Tra musica, danza e testimonianze: il Ferrari di Susa e le istituzioni unite per non dimenticare

L’Istituto Ferrari ha trasformato questa giornata in un momento di riflessione vibrante, coinvolgendo gli studenti attraverso un toccante spettacolo multidisciplinare. L’evento ha visto l’emozionante esibizione del Coro delle Mani Bianche dell’istituto e le coreografie della School Dance Academy di Sabrina La Greca, ma il cuore pulsante della mattinata ĆØ stata la testimonianza di Daniela Allasio. Attraverso il racconto del padre Ottavio, che visse l’orrore dei campi a soli 16 anni, la tragedia ĆØ diventata storia viva. Alla presenza della dirigente Anna Giaccone e del vicesindaco Giorgio Montabone, la comunitĆ  di Susa ha riaffermato l’importanza di tramandare il testimone della consapevolezza.

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