Quando in un concorso pubblico si presenta un contenzioso è inevitabilmente indice che qualcosa nella gestione del processo di selezione non ha funzionato.
Nella maggior parte dei casi, infatti, all’origine c’è un problema di opacità a livello percettivo e dunque di metodo.
Ed è proprio per questo che oggi l’assessment per concorsi pubblici svolge un ruolo cruciale, risultando uno strumento metodologico di valutazione di attitudini, competenze e capacità dei candidati particolarmente efficace. È del resto in grado di rafforzare la solidità e la tracciabilità delle selezioni. Vediamo perché.
Assessment: una definizione
Cosa si intende per assessment? Si tratta di una metodologia di valutazione strutturata che consente di analizzare sia le competenze tecniche di un candidato, sia le sue competenze comportamentali, decisionali e relazionali.
C’è dunque anche un focus sulle soft skills e sulle attitudini personali, spesso sottovalutate negli approcci di selezione di matrice tradizionale, più incentrati sulle esperienze già maturate dal candidato e sulle conoscenze teoriche.
L’assessment è invece un approccio proattivo e misura l’abilità della persona in situazioni reali, utilizzando strumenti quali esercitazioni pratiche, simulazioni e situazioni realistiche, così da osservare come una persona agisce di fronte a problemi concreti.
L’assessment è una metodologia utilizzata da tempo nel contesto aziendale per individuare profili in grado di operare efficacemente inteam, gestire le responsabilità e affrontare scenari complessi. La sua applicazione nei concorsi pubblici risponde a una logica analoga e risultaparticolarmente innovativa, dando modo di valutare non solo “cosa si sa”, ma “come si agisce” nel ruolo per cui si concorre.
Le applicazioni dell’assessment nei concorsi pubblici
L’adozione dell’assessment come metodo di selezione dei candidati nella Pubblica Amministrazione è tutt’altro che secondaria e si inserisce in una logica ben precisa, in linea con l’articolo 3 del Decreto Legge 80/2021.
La direzione è quella di una valutazione dei profili capace di considerare le capacità organizzative, di problem solving e gestione del conflitto, non solo le nozioni teoriche. L’assessment permette di misurare tali aspetti attraverso l’adozione di griglie predefinite, criteri osservabili e parametri dichiarati, riducendo la discrezionalità.
Integrato correttamente nel bando e nel percorso selettivo, diventa uno strumento coerente con i principi di imparzialità e trasparenza, senza sostituirsi alle prove scritte né orali, ma completando il quadro valutativo.
Assessment e prevenzione del contenzioso
L’introduzione dell’assessment incide in modo diretto sulla fase di progettazione del bando.
Permette infatti di definire a monte quali competenze saranno osservate, con quali strumenti e secondo quali criteri di valutazione, aiutando a costruire un impianto selettivo più coerente e difendibile.
Aiuta perciò a ridurre lo spazio per interpretazioni soggettive e contestazioni successive, a fronte di una motivazione delle valutazioni puntuale, in virtù del fatto che ogni esito è collegato a comportamenti osservabili e a indicatori misurabili.
Questo rafforza la tenuta giuridica della procedura e tutela l’ente in caso di accesso agli atti o di ricorso.
Affinché il metodo produca risultati concreti è però essenziale affidarsi a un team di professionisti competenti che non solo padroneggi tale metodologia, ma la sappia applicare al contesto specifico della PA. Soltanto così è possibile strutturare un processo di selezione rigoroso e che tenga conto delle peculiarità dello specifico concorso.

































