Il ricercatore di Condove Francesco Bracotti impegnato nella lotta contro il Coronavirus Sta lavorando ad un nuovo sistema di nanoparticelle

Francesco BracottiFrancesco Bracotti

CONDOVE – Dalla Valsusa un contributo alla lotta contro il Coronavirus. Il 25enne condovese Francesco Bracotti impegnato nello sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni alla malattia. In tempo di pandemia ciascuno nel suo campo mette a disposizione le proprie conoscenze per cercare di risolvere questa difficile situazione. Francesco Bracotti, di Condove, lo sta facendo “dall’interno”, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni per arginare la malattia. Una vita, la sua, vissuta interamente a contatto diretto con il mondo sanitario, a partire dalla Farmacia Bracotti di Corso Susa a Rivoli, il cui titolare era suo padre, Federico Bracotti, prematuramente scomparso nel 2013. Anche crescendo, però, l’impegno di Francesco non si è spostato da quel mondo: laureato a pieni voti in Farmacia all’Università di Torino, per scrivere la sua tesi ha intrapreso un intenso periodo di ricerca in laboratorio sulle nanomedicine.

LA RICERCA

Così sta lavorando ad un nuovo sistema di nanoparticelle. Si tratta di sistemi di proteine capaci di incorporare i farmaci e di portarli, come microscopici trasportatori, direttamente là dove serve che agiscano. Mentre Francesco perfezionava il suo percorso di studi con un master in Management per la Sanità alla SDA Bocconi di Milano, per poi entrare nel mondo dell’industria farmaceutica, anche lo sviluppo delle nanoparticelle è proseguito, grazie al lavoro congiunto del gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Torino e di quelli del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Pavia. Con l’arrivo del Covid-19 le nanoparticelle si sono trovate improvvisamente al centro di una nuova storia.

LA TECNOLOGIA

La tecnologia, pensata per combattere i patogeni e somministrare più efficientemente farmaci nuovi o già esistenti, si cala infatti perfettamente in questa nuova sfida: così, dopo il brevetto internazionale depositato nell’estate. Il team NanoMuG, questo il nome “ufficiale” scelto per il sistema di nanoparticelle, ha ricevuto diversi premi. In particolare, a dicembre ha vinto la Switch2Product Innovation Challenge promossa da PoliHub. E’ uno dei cinque principali incubatori universitari al mondo, oltre a riconoscimenti specifici per l’impegno contro il Covid-19. Francesco, ovviamente, è in prima linea in questa squadra, essendo tra gli inventori della tecnologia brevettata, ma il suo impegno si sviluppa anche lungo un altro fronte. Nella multinazionale farmaceutica per cui lavora, infatti, si occupa di soluzioni innovative per combattere la pandemia.

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