NUS – Inaugurata sabato scorso a Nus, in Valle d’Aosta, la nuova lapide con i nomi degli 11 uomini uccisi il 18 luglio 1944. “Giovani di varie nazionalità affratellati nella lotta comune per la libertà, la pace e la democrazia furono trucidati dalle belve nazifasciste” riporta la targa posta sulla pietra nella rotonda, al tempo bivio tra Nus e Fénis. A tagliare il nastro con il Sindaco di Nus Camillo Rosset affiancato dalla Presidente dell’ANPI di Nus Irene Deval, i familiari del giavenese Giovanni Giai Pron: Daniele Giai Pron, Sonia Giai Pron e Luciana Ferlanda. In tanti hanno partecipato all’evento commemorativo nell’81° anniversario, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, famigliari di partigiani, associazioni, cittadini. Da Giaveno, paese natale del partigiano Giai Pron per l’amministrazione comunale erano presenti i Consiglieri comunali di Giaveno Claudio Gioana e Andrea Bertotti, la presidente della sezione Giaveno Val Sangone dell’A.N.P.I. Lilliana Giai Bastè, Alessandra Maritano dell’Ecomuseo della Resistenza della Val Sangone e cultrice di storia locale, Daniela Molinero dell’ANPI di Avigliana ricordando Giovanni Suppo, anche lui partigiano trucidato a Nus e Elio Gagnor dell’ANPI Condove – Caprie. Giovanni Giai Pron, diciannovenne era originario di borgata Maddalena ed era inquadrato nella 43a divisione autonoma “Sergio De Vitis”, l’aviglianese Giovanni Suppo, apparteneva alla 41a brigata Garibaldi “Carlo Carli”, fermati ed imprigionati a Torino tra fine giugno ed inizio luglio 1944, a seguito dell’uccisione di un tenente tedesco a cui non avevano partecipato, furono prelevati con altri giovani di varie nazionalità dalle carceri Nuove, portati in Valle d’Aosta e uccisi da una raffica di mitragliatrice.
Il partigiano di Giaveno Giai Pron
“Esprimo un sentito plauso per la nuova lapide ai caduti che viene inaugurata oggi, un impegno importante nella volontà di rinnovare la dignità del monumento e mantenere il ricordo di un evento feroce e in special modo del sacrificio più alto, la perdita della vita, di tanti giovani in quel percorso di lotta che ha portato alla riconquista della libertà e della pace per il nostro Paese e per le generazioni che sono venute dopo. – ha detto il Consigliere Gioana -. L’esperienza della Resistenza è stata fondamentale e grande, i sentimenti e i valori nati in quella durissima prova: libertà, pace, ma anche democrazia, uguaglianza e fratellanza sono un patrimonio vivo ed indispensabile a cui attingere e da coltivare per il tempo in cui viviamo e per costruire il futuro.” La manifestazione di memoria e resistenza è proseguita con la visione in anteprima del docufilm “Nus tra guerra e resistenza: frammenti di memoria del regista Bernard Usel e gli interventi dei presenti tra cui quelli delle rappresentanze della Val Sangone e Valle di Susa. Ricordata anche la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 in cui morì il magistrato Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta. La mattinata si è conclusa con la Pastasciutta antifascista.

































