IL MUSEO ALESSANDRI A GIAVENO
GIAVENO – Il Museo Comunale Alessandri, sede della collezione permanente e di mostre temporanee si trova in Via XX Settembre nel Centro Storico. L’apertura della domenica ĆØ ad ingresso libero. La sede espositivaĀ ĆØ stata inaugurata nelĀ 2019 presso i locali della palestra della ex scuola Anna FrankĀ Ā nei quali ĆØ stato realizzato un importante investimento eĀ moltiĀ lavoriĀ da parte della CittĆ di GiavenoĀ perĀ renderloĀ idoneo ad accogliere ed esporre le opere dellāartista Lorenzo Alessandri. La presentazione ĆØ avvenuta con lāallestimento della mostra āIl visionario Alessandriā a cura di Concetta Leto. Diverse le iniziative giĆ realizzate prima a Giaveno per la valorizzazione e la conoscenza della figura e dellāopera di Lorenzo Alessandri con mostre e pubblicazioni, fra queste si possono ricordare lāesposizione āil guardiano dellāidea. Omaggio a Lorenzo Alessandriā della CittĆ di Giaveno, il libro āZorobabelā memorieĀ Lorenzo Alessandri edizioni SkiraĀ pubblicato con il sostegno della CittĆ di Giaveno e dellāAssociazione Progetto Valsangone del 2012.
IL PITTORE
Lorenzo Alessandri si trasferisce a Giaveno nel 1975 in una casa-studio, progettata da egli stesso. Quando lascia Torino ha giĆ alle sua spalle le esperienze del cenacolo artistico chiamato la āSoffitta macabraā, il suo primo studio aperto sul finire della Seconda Guerra Mondiale, e della rivista Surfanta (da SURrealismo e FANtasia). Si tratta anche di un vero e proprio movimento artistico, che adotta un linguaggio in netto contrasto con quello astratto e concettuale in voga allāepoca, cui si richiamano anche i pittori āfantastici e visionariā Silvano Gilardi (Abacuc), Lamberto Camerini, Enrico Colombotto Rosso, Giovanni Macciotta, Mario Molinari e Raffaele Ponte Corvo.Ā Negli anni successivi le figure a china dei pascal entrano nei suoi quadri e si mescolano con i luoghi conosciuti dando vita alla serie dei Posti. Ma ĆØ tra il 1989 e il 1995 che realizza uno dei suoi cicli più famosi āLe camereā, quasi una fiaba grottesca che lega i 33 dipinti e le situazioni inquietanti che si svolgono nelle stanze dellāHotel Surfanta āsquallide, tristi, lugubri, sporche, malamente illuminate da fioche lampadine, candele sul pavimento, lanterne a petrolio. Mobilia malandata, pagliericci sfondati, materassi a terra, tavolini traballanti, lavandini che perdono e cessi antiquati. In tutte ĆØ ben visibile una porta aperta accuratamente numerata che dĆ su un corridoio buio. Le mie camere sono completamente prive di finestreā scrive nel suo diario il pittore.
































