Il Monte Motta, dopo Brione, in una frazione di Valdellatorre

IL MONTE MOTTA A VILLAR DORA

con la collaborazione di ROBERTA MAFFIODO – LODOVICO MARCHISIO E WALTER MARCHISIO

VILLAR DORA – Il Monte Motta, ubicato dopo Brione, frazione di Valdellatorre in direzione di quest’ultima, poco dopo il Centro Sportivo sulla destra, ove si reperisce l’insegna del negozio agricolo Agriflora, ĆØ un classico esempio di come l’abbandono di tanti sentieri come questo produca un lento ma inesorabile declino. SarĆ  nostra cura segnalare la cosa anche al Comune di competenza, ma prima di tutto urgeva avvisare i possibili frequentatori di questa zona attraverso ā€œGulliverā€ che riteniamo, senza ombra di dubbio, sia diventato un sito indispensabile per chi pratica qualunque tipo di itinerari e la più ā€œcompletaā€ guida on line d’Italia. Ci sentiamo quindi di avvisare tutti gli escursionisti che ci leggono, di aggiornare scrivendo a redazione@gulliver.it quando scoprono qualche variazione sulla descrizione dell’itinerario da loro percorso. Partiamo quindi dall’ultima revisione di Gulliver relativa al Monte Motta, 627 metri, posta dietro nostra segnalazione che revisiona in maniera impeccabile e quindi ĆØ doveroso un nostro grazie sincero ad Alberto Giolitti fondatore di ā€œGulliverā€ e ā€œpapĆ ā€ del sito, come ama giustamente definirsi in tono scherzoso. A tale proposito Simone Bobbio, giornalista freelance che cura la comunicazione per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e scrive di lupi per i Parchi delle Alpi Cozie, cosƬ si esprime in merito a ā€œGulliverā€.

UNA GITA

Ci siamo infatti accorti di un totale cambiamento del percorso al Monte Motta con la realtĆ  del 21 agosto 2024, giorno in cui siamo saliti con mio figlio Walter Marchisio, mia moglie Roberta Maffiodo e il sottoscritto oramai 77 enne e con diverse patologie invalidanti, raggiungendo la vetta con l’attuale quanto rudimentale croce in legno (ripristinata da mio figlio il giorno stesso della nostra salita). Sette anni fa al suo posto c’erano invece un ometto e una piccola bottiglietta in plastica con rotolino cartaceo per le firme. Per finire bisogna dare atto che per mia scelta personale ho voluto salire a mio rischio e pericolo questa cima per verificare con l’aiuto di mio figlio, che ci ha tratti in salvo, la situazione non piacevole di come ĆØ oggi ridotto questo percorso, attraverso una via di fuga in discesa, molto più diretta, su erba alta quasi verticale, sulla sinistra (verso di discesa) che abbrevia il percorso di salita e ad estremi rimedi ci ha tolto dai guai, ma con due interminabili ore (nel nostro specifico caso) su un itinerario, che nelle mie attuali condizioni di salute e che con mia moglie che ha un ginocchio fuori uso, sarebbe stato da evitare, anche se il nostro scopo era di ā€œdocumentareā€ per aiutare a rimettere in vita, un itinerario che in queste attuali condizioni può diventare davvero pericoloso per tanti escursionisti non preparati al peggio!

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