Il libro “Di venti varia” di Anna Rita Nutricati

TORINO – Il libro “Di venti varia” di Anna Rita Nutricati.

IL LIBRO “DI VENTI VARIA” DI ANNA RITA NUTRICATI

L’opera prima di Anna Rita Nutricati, nel titolo: ā€œDi venti variaā€, racchiude un messaggio enigmatico e, allo stesso tempo il segno connotativo, oggi raro, di una personalitĆ  discreta e appartata, propria dell’autrice. Il titolo, comunque suggestivo, sembrerebbe infatti suggerito, addirittura sussurrato da una voce ignota, pervaso da una misteriosa, apparente estraneitĆ , come si trattasse di un’affermazione vera e propria, però esterna all’opera; affermazione non certo imperativa o impositiva, ma casomai rivelatrice. Un velo, o meglio, un solido paravento linguistico che ĆØ, alla fine, il codice dell’intera raccolta. Quindi il titolo non poteva essere un marchio, un logo caratterizzante il lavoro qui presentato, ma, forse, la sintesi – per cosƬ dire – di un’introduzione all’opera stessa, formulata con le medesime attenzioni formali dei testi. Naturalmente questo possiamo solo fingere di supporlo, per evidenziare anche nel titolo quel timbro di cui la raccolta stessa si caratterizza. ƈ evidente però che la stessa autrice sia l’artefice di questoĀ meccanismoĀ e, in tal maniera, volutamente ci fornisca una formula interpretativa o, in ogni caso, una via ideale per accompagnarci nella lettura dai toni e forme articolate lontane da certe consuetudini e ricche, invece, di una cólta e marcata ricerca personale. IlĀ giocoĀ fonetico e semantico che traspare dal titolo, va in questa direzione ed ĆØ intenzionalmente ambiguo, sulla scia di quella forma, in qualche modo ermetica. accostabile più al lontanoĀ trobar clus, che a esperienze letterarie di epoche a noi più vicine.

LA SILLOGE

La silloge si compone di tre sezioni:Ā Per Asfodeli, in cui l’allestimento finalistico e dispersivo, cerchiato nel giglio dell’Ade, mira alla perduranza di un legame che transita nel corpo a convito di un mutilo filo. La seconda sezione ĆØ intitolataĀ Iconografia, per l’unicitĆ  ripetuta del soggetto e lo sforzo della raffigurazione, sordo alle intimazioni dell’assenza, alle strida del travaglio immaginativo. La terza e ultima sezioneĀ FuoriscenaĀ quasi suggerisce una connotazione teatrale, da terzo atto della commedia, anche se questo non dovrĆ  fuorviare circa eventualiĀ coup de théâtreĀ o finali a sorpresa, anzi si tratta di un consolidamento, a chiaro, delle sezioni che la precedono. (…)

L’AUTRICE

Anna Rita Nutricati vive la poesia nella sua accezione più alta, modellando una lingua sui timbri e le forme provenienti da uno studio rigido, sia del pensiero sia del significato che, con incastri a coda di rondine, ci consegnano componimenti netti, mai lasciati nella sospensione del dĆ©jĆ -vu, anche al cospetto di un ā€œIoā€ non di rado dolorante, torturato che mescola il suo stesso sangue con quello del mondo, che fonde materia viva e inerte, in un’unica voce. Voce che ammette,ā€ lasciai avvenire/ ciò che venneā€. oppure ā€œper poca fede, /si fece ostia/ la mia carneā€. Un Io cosciente del proprio destino, fermo nella sua soliditĆ  e nella sua fragilitĆ , che si rigenera al riparo della possente fortezza della lingua che parla a sĆ© e a noi.Ā  (Alessandro Franci). Laureata in Lettere Moderne presso l’UniversitĆ  del Salento, Anna Rita Nutricati, coltiva la passione per la poesia e la critica letteraria. In tale ambito ha pubblicato recensioni e note di lettura su Versante Ripido, Spagine, Letteratour. Sue poesie sono state riprese da riviste e blog letterari. Di venti varia ĆØ la sua opera di esordio.

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