Il generale Giorgio Blais è il nuovo presidente del Gruppo Croce Bianca Consiglieri Giovanni Brachet Cota, Osvaldo Frigato, Guido Ornato

SUSA – Il consiglio direttivo del Gruppo Croce Bianca Associazione Culturale, eletto dall’assemblea dei soci ha individuato le cariche sociali. Presidente Giorgio Blais; Segretario generale Carlo Maria Braghero; Consiglieri Giovanni Brachet Cota, Osvaldo Frigato, Guido Ornato. Collegio dei Revisori: Presidente Flora Sannicandro; Componenti Carlo Alberto Goria, Fabio Lanfranco. Probiviri: Effettivo Michele D’Elia; Supplente Vasco Vichi.

IL PRESIDENTE

Il nuovo presidente, generale Giorgio Blais in una sua lettera ai soci ha dichiarato. “Il Consiglio Direttivo mi ha fatto l’onore di eleggermi Presidente del Gruppo ed ho accettato questa designazione come un privilegio e con un sentimento di orgoglio ma anche di consapevolezza della difficoltà che esso comporta. Succedere al carismatico e validissimo compianto Conte Alessandro Cremonte Pastorello, è impresa che richiede dedizione, saggezza e giusto spirito di iniziativa. Affronterò con determinazione questo incarico, sapendo di poter contare sulla esperienza, capacità e generosità dell’instancabile Segretario, Carlo Maria Braghero, ma conto anche sulla collaborazione di tutti gli associati. Ci possiamo porre nuovi obiettivi, traguardi più ambiziosi, una più spiccata visibilità. Conto di incontrarvi personalmente tutti in una prossima occasione e vi saluto ripetendo a voce alta il nostro bellissimo motto: Piemònt fa grado”.

L’ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Croce Bianca, formalmente costituito con assemblea del 22 ottobre 1997 trae la propria origine dal Real Piemonte Club Croce Bianca la cui data di nascita è il 26 aprile 1994 e ne costituisce la naturale continuità. Il Gruppo ha esclusive finalità culturali e promuove la conoscenza e la valorizzazione della storia, della cultura, delle tradizioni e delle caratterialità del Piemonte e del suo popolo. Il Gruppo Croce Bianca riconosce e considera quale componente essenziale ed inseparabile della storia piemontese quello straordinario fenomeno, unico al mondo, di simbiotica identità fra Dinastia e Popolo che – attraverso un curriculum millenario – costituì l’elemento determinante perché fossero proprio Casa Savoia ed il Piemonte ad avere la forza morale e la capacità materiale di realizzare l’Italia Unita.

L’AZIONE

Nell’ambito della sua attività il Gruppo Croce Bianca: finanzia restauri di beni artistici e religiosi con peculiari valenze storiche; ha contribuito alla edizione di libri di carattere artistico e storico; svolge attività culturale con periodiche conferenze (segnatamente di carattere storico, militare e artistico) il cui filo conduttore è sempre la storia d’Italia; partecipa ad iniziative esterne, in particolare organizzate in collaborazione con Associazioni d’Arma e con l’Opera Nazionale Caduti senza Croce; ha fatto parte della Associazione Torino 1706.

LA FAMIGLIA BLAIS

L’origine della famiglia Blais. E’ la storia di due secoli che avvolgono Susa, ma si propagano a tutta l’Italia e non solo. Una famiglia i cui rappresentanti hanno ricoperto numerosi e importanti incarichi, in particolare ambito militare, raggiungendo ruoli di rilievo. Sono i due fratelli (figli di Generale dei Granatieri), Giorgio (classe 1935, Generale di Divisione degli Alpini) e Valerio (classe 1940, Generale di Brigata di Cavalleria) a ripercorrere, oggi, gli eventi principali di questo lungo racconto, che parte dal Cels, frazione di Exilles, dove nacque il loro bisnonno, Joseph François Blais, nel 1823.

LA LUNGA MARCIA DEL 2000

La lunga marcia di pace del generale – Il Generale di Divisione degli Alpini in riserva Giorgio Blais è noto per aver attraversato a piedi e in solitaria l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia. Partito il 16 giugno dalla vetta del Rocciamelone, con una passeggiata di 1691 km arrivò il 5 agosto a Piano Provenzana, sulle pendici settentrionali dell’Etna. Lo scopo di quella iniziativa, da lui definita “la mia sconsiderata passeggiata attraverso l’Italia” era di portare un messaggio di italianità e di fratellanza nelle 42 città sede di tappa. Per quell’impresa, il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi gli conferì l’Onorificenza di Grande Ufficiale.

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