VAL SANGONE – Il fungo Porcino della Val Sangone nobile brand identitario di un territorio.
IL FUNGO PORCINO IN VALSANGONE
Un approccio sistemico per scommettere davvero su un’eccellenza, il fungo porcino, in modo da divenire marchio riconoscibile e riconosciuto, assumendo cosƬ il ruolo di icona della Val Sangone, un tratto identitario forte certamente non destinato a fare da fondale irrilevante a eventi seriali od omologanti. In aggiunta, il simbolo di una specificitĆ territoriale intorno al quale fare rete, scommettendo sul sinergico mettersi in movimento della comunitĆ in tutte le sue articolazioni: Enti, Associazioni, Imprese, mondo della Scuola e della Cultura: ecco le ragioni di fondo del riportare in campo il progetto di rendere Giaveno e la Val Sangone il Presidio mondiale del fungo, rilanciato con un significativo convegno giovedƬ scorso allāinterno degli spazi della Certosa 1515, presso la frazione Mortera di Avigliana. Una sfida glocale, che va giocata, citando le parole di Enrico Maria Rosso, Presidente dell’associazione che si propone di fare da facilitatrice dell’ambizioso progetto-processo, āsuperando steccati e campanilismi, radunandosi intorno a un sogno che mobiliti e apra prospettive di futuro inedite, sebbene nel solco della miglior tradizione. Per questo abbiamo voluto darci questo appuntamento in un luogo di sosta e di pensiero come la Certosa, sulla via che conduce alla Sacra di San Michele, monumento simbolo della Regione Piemonteā. Una sfida che richiede di sviluppare network tanto nella dimensione comunitaria quanto su scala più ampia, perchĆ© quella che il segretario dell’associazione Marco Corrini definisce āuna rilevante risorsa latente per lo sviluppo non solo territorialeā possa davvero sviluppare tutte le sue potenzialitĆ .
IL LAVORO
Il punto di partenza ĆØ stato il riconoscimento del principio di sostenibilitĆ nello sviluppo del territorio, unāattenzione che non frena ma che può, al contrario, aprire nuove strade, come ha posto in rilievo Francesca Demichelis (Ingegnere ambientale e ricercatrice Re Soil Foundation presso il Politecnico di Torino). Ci si ĆØ poi soffermati sulle buone pratiche esperite in altri territori insieme a Mauro Carbone, Direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo. Il coinvolgimento del Maestro Antonio Nunziante, che ha realizzato un’opera iperrealista incentrata sul fungo evidenziando la propria adesione al progetto, ĆØ, inoltre, una garanzia ā considerata la caratura dellāArtista ā che si intende guardare all’orizzonte globale. Il superamento delle divisioni di un tempo, che tendevano a distinguere tra centro e periferia, tra le terre della piana e le aree montane, ha costituito il tema centrale degli interventi di tre voci autorevoli del mondo dellāImpresa: Fabio Calorio (Markething Manager Pininfarina), Alberto Mangiantini (Ceo Gelati Pepino 1884) e l’architetto Fabrizio Fragomeli (particolarmente attento alla valorizzazione dei borghi e delle terre alte). Tutto questo, stando alle parole di Stefania Merlo di Bluvacanze e Presidente dellāAssociazione Valsangone Turismo, ādeve essere visto e vissuto agendo per un turismo quale attivitĆ economica di spicco e sapendo collocare sul mercato un’offerta pensata e peculiareā. Guardare al futuro comporta anche āun investimento reale in un’educazione che stimoli la curiositĆ verso la nostra storia e i nostri luoghi, favorendo il protagonismo delle giovani generazioniā, come ha aggiunto Daniela Mesiti (dirigente scolastica dellāIstituto Maria Ausiliatrice a Giaveno).
LāAGENDA, TUTTE LE NOTIZIE! COME?
Visita ilĀ sito internet. Iscriviti alla paginaĀ Facebook, clicca āMi Piaceā e non perderti più nemmeno unaĀ notizia! Segui LāAgenda suĀ Instagram,Ā TwitterĀ eĀ YouTube.































