IL FAI VALSUSA PROMUOVE LA CHIESA DI SAN SATURNINO
SUSA – Sabato 28 settembre presso la Chiesa di San Saturnino verrĆ presentato il progetto “San Saturnino Luogo del Cuore”. Intervengono: Pier Giuseppe Genovese, sindaco di Susa; don Sergio Blandino, parroco di San Giusto; Marilena Gally, Capo Delegazione FAI Valle di Susa; Davide Ligas, delegato FAI Luoghi del Cuore Valle di Susa; Stefano Turbil, azienda agricola La Chimera. I Luoghi del Cuore ĆØ una campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con un gruppo bancario italiano.Ā Il progetto, nato nel 2003, mira a coinvolgere concretamente tutta la popolazione, italiana e non, invitandola a votare[1] i luoghi italiani che sente particolarmente cari e importanti e che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future. Il progetto alterna due fasi: il censimento/votazione negli anni pari e il bando/selezione negli anni dispari. Durante il censimento si possono segnalare e votare i propri Luoghi del Cuore. I primi 3 luoghi in classifica e i vincitori della classifica speciale dedicata a un tema diverso in ogni censimento, riceveranno un contributo economico a fronte di un progetto concreto da concordare con il FAI.
LA CHIESA
La chiesa di San Saturnino, ubicata fuori cittĆ , presenta un bel campanile in stile romanico con facciata abbellita da lesene e archetti pensili. La prima notizia di una chiesa cristiana dedicata a San Saturnino in Susa risale al diploma del Vescovo di Torino, Cuniberto (1065), col quale essa venne donata insieme a Santa Maria Maggiore di Susa alla Prevostura di Oulx. I caratteri dell’edificio non contraddicono a tale datazione e la maggiore rozzezza che vi riscontriamo rispetto ad altre costruzioni coeve si può spiegare col carattere rurale dell’ambiente cui era destinato. Pare infatti che essa fosse di poca importanza e officiata solo saltuariamente, poichĆ© nel 1231 un certo Rodolfo Baralis (o Barralis) di Susa lasciò per testamento i terreni che possedeva in regione alla Congregazione dei Canonici di Oulx, affinchĆ© erigesse nella chiesa, dipendente dalla Congregazione stessa, un Priorato di almeno tre canonici, con l’obbligo di risiedervi e di officiarla. Infatti esso fu l’occasione che da semplice chiesa diventasse monastero, con tutte le varianti, anche per le costruzioni, che la nuova destinazione comportava. Il Priorato fu sicuramente costituito giacchĆ© ne parlano ripetutamente le “carte” posteriori e lo conferma l’aspetto delle costruzioni tuttora collegate con la Chiesa. Soppressa nel 1748 la Prevostura di Oulx da cui dipendevano i Canonici anche il Priorato venne soppresso come tale, e naturalmente gli edifici, quasi abbandonati, e specialmente la Chiesa, decaddero ulteriormente. La proprietĆ del complesso passò alla nuova Collegiata di Canonici eretta nel 1748 in San Giusto di Susa mediante l’unione dei precedenti Canonici Lateranensi e quando nel 1772 venne fondata la Diocesi, passò ai Canonici del Capitolo della Cattedrale. Lo stato di degrado in cui versava lāintero complesso, indusse, negli anni 1970-1980, lāAssociazione SegusiumĀ a promuovere un consolidamento manutentivo che si concretizzò nel 1981 con il restauro delle pareti e la ricostruzione della cuspide del campanile e in seguito con il rifacimento del tetto della chiesa.
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