Il duro lavoro dei “picapera” e l’utilizzo della pietra della Valsusa per il Canale Cavour A Villar Focchiardo il periodo di massima espansione dell'attività estrattiva

picapere valsusa

VILLAR FOCCHIARDO – Lo sfruttamento delle risorse lapidee in Valsusa è stato in questi anni tema di ricerche molto approfondite su questo settore economico tra l’Ottocento e il Novecento. Il mercato delle pietre crebbe in conseguenza dell’ampliamento delle rete ferroviaria che permetteva un rapido ed economico trasporto del materiale estratto. Il lavoro dei “picatere” valsusini ebbe così un rapido successo. Un argomento trattato con dovizia da Alberto Agostini nel volume “Storia delle Valli di Susa” edito da Il Graffio a cura di Piero del Vecchio e Dario Vota. Spiega l’autore ciò che avvenne fino all’Ottocento. “La pietra di Susa venne estratta fino al 1883 a Bussoleno”. Poi la ripresa nel nuovo secolo: il marmo di Melezet e Beaulard, il marmo verde di Cesana e Bardonecchia. Poi le cave a Bussoleno, Mattie, San Giorio, Villar Focchiardo, Borgone, Condove e Vaie.

L’ATTIVITÀ IN VALLE

L’attività estrattiva di gneiss e metagranito di Bussoleno-Vaie, come testimoniato dalle fonti e come si evince dalle carte geologiche, fu rivolta agli affioramenti da cui si potevano ottenere lastre. Risulta che vennero estratti entrambi i litotipi a Borgone e a Villar Focchiardo. Nei siti estrattivi di Vaie, secondo il geologo Sebastiano Blangino, il letto di posa era molto ondulato e posto in senso irregolare, quindi spesso non si potevano ottenere blocchi di grandi dimensioni. Il consumo di strumenti della pietra di Villar Focchiardo era elevato, motivo per cui quest’ultima ebbe minor successo e per mantenere prezzi concorrenziali rispetto agli altri litotipi. Nelle cave di Vaie si mantenevano ritmi di lavoro serrati“. Spiega ancora  Agostini.

Esposizione Generale Italiana_in_Torino_1884

LE GRANDI OPERE

Prima dell’arrivo della ferrovia che collega Torino a Modane tramite il traforo del Frejus, le pietre estratte dal distretto vennero impiegate per la realizzazione della ferrovia stessa. Poi anche per molte parti del Canale Cavour. All’interno del distretto la cava che conobbe maggior fortuna fu quella di Villar Focchiardo. “Fu questo probabilmente il periodo di massima espansione dell’attività estrattiva in Valle. La cava Meitre (Bussoleno), ad esempio, risulta già attiva nel 1873, quella di Maometto (Borgone) lo fu dal 1890 e negli anni Ottanta del XIX secolo la pietra di Borgone venne impiegata a Torino nella Chiesa di San Gaetano da Thiene e nella Sinagoga. Nel 1884 la cava dei Pent a Vaie venne premiata presso l’Esposizione Generale Italiana a Torino e definita un’attività importante”. Conclude Agostini.

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