CONDOVE – Il Colle del Collombardo d’inverno, la montagna di Condove.
IL COLLE DEL COLLOMBARDO
Il Colle del Collombardo, a 1888 metri di altitudine, si trova a cavallo tra la Valle di Susa e la Valle di Viù e, per la sua posizione strategica, da tempo immemorabile fu attraversato da pastori e mercanti. Nel 1705 fu eretta sul colle una prima cappella. Negli anni venne ampliata fino a raggiungere le dimensioni, davvero impressionanti se si pensa alla quota, del Santuario attuale. Sulla cui facciata si legge: āGioanni Battista Giorgis dal Forno di Lemie ergeva per voto nel 1704-5. L’indefessa generositĆ dei parrocchiani di Lajetto ampliando riedificava 1869-70“. La storia ci racconta che la fama del Santuario negli anni attirava sempre più pellegrini e lo spazio mancava, per cui i valligiani con notevoli sacrifici lo ampliarono in più riprese. Gli ottimi pascoli del Collombardo furono sempre oggetto di contesa e di litigi tra i montanari delle borgate di Condove in Valsusa e quelle di Lemie in Val di Viù, Ci fu anche una furibonda battaglia con tanto di cannoncino ĆØ si arrivò a un vero trattato di pace. Sono passati 300 anni, ma la gente di queste valli ogni anno con la bella stagione continua a salire numerosa al Santuario e la processione della Madonna degli Angeli.
L’ITINERARIO DI SALITA AL COLLOMBARDO
Per arrivare alla festa al Collombardo la partenza della nostra escursione inizia dalla frazione Pratobotrile, raggiungibile comodamente in circa venti minuti di auto da Condove. Si segue la bella mulattiera e le tacche segnavia bianco rosse sempre ben evidenti dellāitinerario 569 che si snoda fra boschi e alcuni piccoli torrenti. Lasciata lāauto nel piccolo parcheggio di Pratobotrile, si entra nella borgata ed ĆØ possibile fare rifornimento di acqua presso il lavatoio che si trova alla destra del sentiero. Si può anche ammirare la suggestiva cappella dedicata alla Immacolata Concezione. Usciti dalla borgata il sentiero piega verso destra attraversando il piccolo agglomerato di Case Breri e poi ci si addentra sempre più nel fitto bosco. Attraversata una zona umida, si incontra un primo pilone che prende il nome dalla famiglia Pautasso, detto anche pilone di Ciamfuret. Si continua per un bel tratto pianeggiante in mezzo ad un bosco sempre più fitto e molto frequentato dai cercatori di funghi, poi si attraversa un modesto rio. Usciti ora dal bosco si percorre il sentiero fino a attraversare un rio e si raggiunge un punto più elevato denominato āSalto del Bueā.
L’ARRIVO AI TRE ALPEGGI SOTTO AL COLLOMBARDO
Dopo aver attraversato due corsi dāacqua, si raggiungono i pascoli e gli alpeggi della Barmanera. Alla vostra sinistra potete scorgere unāampia e scura caverna che dĆ il nome alla zona āBarmaā. Su questo versante, raccogliendo lāacqua di diversi rii, nasce il torrente Sessi che più a valle sfocia nella Dora Riparia nei pressi di Caprie. Il sentiero riprende a salire e, ormai fuori dal bosco, raggiunge un bivio dove si trova un cartello che indica le borgate di Lajetto e Pratobotrile. Alla vostra sinistra notate tre alpeggi e dei bellissimi pascoli. Questa ĆØ la vostra direzione e non spaventatevi: la salita ĆØ dura ma la meta ĆØ sempre più vicina.Ā Si seguono ora le tacche rosse segnate sulle poche pietre verso gli alpeggi del Collombardo. Giunti al secondo alpeggio ĆØ possibile ammirare il terzo pilone, detto di Viarej, e la sorgente che sgorga proprio ai sui piedi. Gli affreschi del pittore Tabusso sono ancora ben conservati e qui ĆØ dāobbligo una bella pausa ristoratrice prima dellāultimo sforzo. Il sentiero devia a destra e conduce al terzo alpeggio da dove inizia una pista sterrata che con poche curve conduce al Collombardo, costeggiando lāultimo pilone votivo. Arrivati al colle potete ammirare lo splendido Santuario dedicato alla Madonna degli Angeli, lāenorme croce lignea del Giubileo del 2000 e naturalmente tutta la corona delle montagne, nelle giornate terse si vede il Monviso. Il Santuario ĆØ aperto solo poche volte durante lāanno, ma dalle finestre sotto il portico potete comunque ammirarne lāinterno.
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