Il Castello di San Giorio di Susa, antica rocca oggi teatro di rievocazioni di ANDREA CARNINO

Castello di San Giorio

SAN GIORIO – Il Castello di San Giorio di Susa, antica rocca è oggi teatro di rievocazioni. Il castello è ubicato su uno sperone roccioso che domina l’abitato di San Giorio in Valsusa. La sua vista spazia da Bussoleno a Sant’Antonino di Susa. Il nucleo più antico del castello, quello superiore, risale al X secolo. In questo luogo sorgeva un fortilizio romano. San Giorgio viene citato per la prima volta nel 1001 d.C. quando l’imperatore Ottone III di Sassonia attribuisce a Olderico Manfredi II la signoria sul paese e su diversi centri abitati della zona. Olderico, marchese di Torino e Susa era padre di Adelaide, la nobildonna che impalmando Oddone di Savoia permise ai sabaudi di espandersi al di qua delle Alpi. Infine nel 1029 dona l’edificio all’Abbazia di San Giusto a Susa.

I BERTRANDI

Gli abati cedono il Castello di San Giorio sul finire del XIII secolo a Giovanni Bertrandi. Il nobile, già feudatario di Chianocco, viene investito nel 1270 signore di San Giorio dai figli di Tommaso II di Savoia. I sabaudi volevano fare del paese il centro di passaggio e controllo della via Francigena verso il Moncenisio. I Bertrandi apportano numerose modifiche al castello, trasformandolo in una fortezza e facendo costruire il maschio. Nel corso del ‘300 viene costruito il castello inferiore, costituito da un grande locale centrale semiaperto con funzione di cortile e da una torre quadrata. Viene in seguito costruita all’esterno della cinta muraria una casaforte con funzioni di prima difesa. La rocca nel ‘400 era quindi composta da una casaforte, dal castello inferiore e dal castello superiore. Quest’ultimo era a sua volta costituito da un maschio, un’aula grande con torre rotonda, una camera bassa, una loggia ed una corte.

IL SUCCEDERSI DEI FEUDATARI E LA DISTRUZIONE DEL CASTELLO

Nella prima metà del XV secolo i Bertrandi cedono feudo e castello. A loro succedono diversi feudatari fra i quali gli Aschieri di Susa, i Calvo di Avigliana, Emanuele di Savoia ed i Canalis di Cumiana. Nel 1690 la rocca ospita l’armata di Vittorio Amedeo II diretta a Susa per difendere la città dai francesi. L’anno successivo il Castello di San Giorio viene quasi completamente distrutto dalle truppe del generale Nicolas de Catinat. Avendo perso la sua importanza strategica a favore del forte della Brunetta, non viene più ripristinato. I feudatari che si succedono non vi risiedono più e vengono rappresentanti nel paese da un podestà. L’ultimo signore è il giavenese Giuseppe Prever, che nel 1795 diventa barone di San Giorio.  Infine nel 1799 in conseguenza della Rivoluzione Francese, il feudo viene abolito. Inizia così un lungo periodo di abbandono.

IL CASTELLO OGGI

L’edificio viene ristrutturato negli anni ’70 del XX secolo e poi ancora nel primo decennio del XXI. Della costruzione originaria rimangono la torre rotonda, la grande aula delimitata dai muri perimetrali, una camera più piccola ed il cortile con portale di ingresso sul vallo lato est. Il castello inferiore del XV secolo è ridotto a pochi ruderi. Oggi, il Castello di San Giorio è di proprietà privata e dal 2017 ospita un risto-pub. Vengono organizzate cene a tema, spettacoli di falconeria e molti altri eventi che permettono ai visitatori di vivere un’esperienza unica in una location intrisa di storia.

Nella spianata a ovest si svolge ogni anno la manifestazione della Soppressione del Feudatario. Questa manifestazione si tiene nella domenica più prossima al 23 aprile, giorno della festa patronale di San Giorgio martire. E’ una rievocazione medievale in costume, incentrata sulla liberazione da un tiranno locale, il conte della famiglia dei Bertrandi, che esercitava il diritto dello “jus primae noctis”. Vi partecipano un centinaio di personaggi, tra i quali gli spadonari, che eseguono la caratteristica danza delle spade.

Testo di Andrea Carnino

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