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Il Castello di Rivoli, testimone silenzioso della storia sabauda di Andrea Carnino

Castello di RivoliCastello di Rivoli

RIVOLI – Il Castello di Rivoli, testimone silenzioso della storia sabauda. Percorrendo Corso Francia, provenendo da Torino, lo si vede in tutto il suo splendore. Lo si può ammirare anche arrivando da Alpignano. Dal castello di Avigliana e da Superga lo si scorge in lontananza. E’ il Castello di Rivoli, luogo dove sono state scritte importanti pagine della storia di Casa Savoia.

LE ORIGINI E LA DINASTIA SABAUDA

Costruito su un piccolo rilievo collinare, l’edificio viene menzionato per la prima volta nel 1159. L’Imperatore Federico I Barbarossa cede il territorio rivolese ai Vescovi di Torino, i quali lo alienano nel 1247 ai Savoia. Amedeo IV, Conte di Savoia dal 1233 al 1253 si interessa molto alla rocca, facendo realizzare diversi interventi di ristrutturazione e rendendola così una struttura fortificata. Nel 1350 l’edificio è teatro delle nozze tra Bianca di Savoia, sorella di Amedeo VI, soprannominato il Conte Verde e Galeazzo Visconti. Mentre nel XV secolo accoglie la Sacra Sindone, reliquia che la Dinastia Sabauda acquista nel 1453 da Margherita di Charny. Se ne separa nel 1983 quando per testamento Re Umberto II la lascia in eredità al Papa. La prima ostensione avviene nel 1478 su decisione di Iolanda di Valois, figlia di Re Carlo VII di Francia e moglie di Amedeo IX di Savoia.

LA CREAZIONE DELLA MANICA LUNGA

Nel 1559 con la Pace di Cateau-Cambrésis viene stabilito che il Duca Emanuele Filiberto I, colui che nel 1563 trasferisce la capitale da Chambery a Torino, non può entrare nel capoluogo subalpino. Almeno finché non ha un erede maschio dalla moglie Margherita di Valois, figlia di Re Francesco I di Francia. Il Duca decide allora di dimorare nella struttura e vi rimane fino al 1562, quando viene al mondo il tanto atteso Erede al Trono, il futuro Carlo Emanuele I. Si dice che Emanuele Filiberto abbia convocato a Rivoli Nostradamus per seguire la gravidanza della consorte. Il castello viene allora modificato e ingrandito e i lavori proseguiranno poi a fasi alterne fino al 1644. Viene così creata la “manica lunga”, un edificio più basso e distaccato dalla reggia, al quale è connesso da un passaggio pedonale, destinato a luogo di rappresentanza, pinacoteca, scuderie e alloggi per la servitù.

Il XVII secolo è il periodo dei grandi eventi: la Madama Reale Cristina di Francia, Reggente dal 1637 al 1648, festeggia qui il Suo compleanno nel 1645. Nel 1684 sale al Trono Vittorio Amedeo II, il Sovrano che farà costruire la Basilica di Superga come ringraziamento alla Vergine Maria per essere riuscito a sconfiggere i francesi nel 1706. Con il Trattato di Utrecht del 1713 diventerà il primo Re della Dinastia.

LA GRANDE RISTRUTTURAZIONE

Saccheggiato e incendiato, prima delle truppe francesi del Maresciallo Catinat e poi durante la Guerra di Successione Spagnola all’inizio XVIII secolo, il Castello di Rivoli viene fatto restaurare da Vittorio Amedeo II. Quest’ultimo affida i lavori a Michelangelo Garove. L’artista traccia l’arteria scenografica che porta alla Reggia, denominata Stradone del Re e ribattezzata in seguito Corso Francia. In questo periodo viene realizzato il sistema di scale a doppie rampe che ancora oggi porta dal piano terreno all’ultimo, senza entrare nelle sale.

LA PRIGIONIA DI VITTORIO AMEDEO II

A Garove succede Antonio Bertola e infine Filippo Juvarra, al quale viene affidato il compito di realizzare il grandioso progetto di una reggia in grado di rivaleggiare con le altre residenze europee. Malauguratamente mai totalmente realizzato a causa della mancanza di fondi e degli eventi che a metà ‘700 hanno interessato Casa Savoia. Nel 1730 Vittorio Amedeo II, che nello stesso anno al Castello di Rivoli abdica a favore del figlio Carlo Emanuele III, sposa morganaticamente in seconde nozze, ma con il consenso di Papa Clemente XIII , Anna Canalis, figlia del Conte di Cumiana. Nonché dama di compagnia di Sua madre Maria Giovanna Battista di Savoia e in seguito di Sua nuora Polissena d’Assia-Rheinfels-Rotenburg, moglie dell’Erede al Trono. Con le nozze Anna riceve in dono il titolo di Marchesa di Spigno.

Influenzato dalla nuova consorte Vittorio Amedeo tenta di riprendersi il Trono, costringendo Suo figlio a farlo arrestare e rinchiudere nella reggia in stanze protette da inferriate e sorvegliato giorno e notte, in un primo momento solo e poi con la consorte.

LE CONTINUE VICENDE BELLICHE IMPEDISCONO IL COMPLETAMENTO DEL CASTELLO

Il Sovrano rimane a Rivoli fino all’aprile 1732, quando ottiene di essere trasferito al Castello di Moncalieri, luogo dove muore il 31 ottobre seguente. La morte del vecchio monarca non pone però fine ai problemi della Dinastia. Infatti le continue vicende belliche, tra le quali la Guerra di Successione Polacca e quella Austriaca assorbono molti fondi e impediscono il completamento del castello. Nel 1794 l’architetto Carlo Randoni esegue alcuni rimaneggiamenti per conto dei nuovi proprietari. Il Principe Vittorio Emanuele, secondo figlio maschio di Vittorio Amedeo III, che diventerà Re di Sardegna con il nome di Vittorio Emanuele I dal 1802 al 1821 e la consorte Maria Teresa d’Asburgo-Este.

LA CESSIONE AL COMUNE DI RIVOLI

Durante l’occupazione napoleonica il castello viene donato dall’Imperatore al Maresciallo Ney, Principe della Moskowa. Mentre con la Restaurazione i Savoia lo affittano al Comune di Rivoli, che lo utilizza per alloggiare un battaglione dell’esercito. Lo acquisterà nel 1883 per la somma di 100.000 lire. L’edificio viene adibito a biblioteca civica e continua fino al 1909 ad alloggiare i soldati, che incuranti dell’importanza storica lo rovinano seriamente. Il Castello di Rivoli venne gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu occupato dalle truppe tedesche e poi destinato ad accogliere 277 sfollanti nella “manica lunga”. Oltre che attività commerciali come una segheria in cortile, un negozio di alimentari, un laboratorio meccanico e le stalle. Il castello diventa un casinò per pochi mesi nel ’46 e attira personaggi del mondo dello spettacolo come Vittorio De Sica. Poi viene nuovamente lasciato all’abbandono fine a fine anni ’70.

GLI INTERVENTI DELLA REGIONE PIEMONTE

La Regione Piemonte, alla quale la reggia è stata affidata in comodato, viste le condizioni in cui versa, decide di intervenire dando il via ai lavori di ristrutturazione affidati all’architetto Andrea Bruno. A quest’ultimo si deve  la rinascita del complesso. Di cruciale importanza è la figura del Marchese Panza di Biumo, importante collezionista d’arte contemporanea, che era alla ricerca di un luogo dove poter allestire una parte della sua collezione. Nel 1984 viene inaugurato il Museo d’Arte Contemporanea del castello di Rivoli. Nel 1997 l’edificio viene classificato dall’Unesco insieme alle altre Residenze Sabaude del Piemonte tra i Patrimoni dell’Umanità. La piazza davanti al castello è stata dedicata a Mafalda di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III. Denominata la Principessa martire, morta nel campo di concentramento di Buchenwald il 28 agosto 1944.

Testo e foto di Andrea Carnino