Il Castello di Reano, la dimora di una Regina di Spagna di ANDREA CARNINO

REANO – Il Castello di Reano è stato la dimora di una Regina di Spagna. Il Comune di Reano vanta uno dei castelli più belli della Provincia di Torino. E’ sorto nel XIII secolo per volere dei Signori locali sui resti di un antico fortilizio romano. L’edificio fu dimora di Palmerio, Nobiluomo imparentato con le più importanti famiglie della zona, la cui influenza si estendeva anche su Cumiana, Rivalta e Villar Focchiardo.

LE ORIGINI

Nel 1233 il castello, insieme al relativo feudo, viene ceduto a Guglielmo ed Olivero di Rivalta e nel 1245 entra a far parte del patrimonio dei Falconieri. Nuovamente alienato nel 1399, l’edificio torna di proprietà dei Falconieri nel 1476. Passa poi nel 1484 a Antoine de Forest, maggiordomo del Re di Francia Carlo VIII e poi Governatore di Nizza per Carlo I di Savoia. Oberato dai debiti, Claude de Forest nel 1543 è costretto a cedere castello e feudo ai Conti Piossasco di Scalenghe. Questi però non possono entrarne in possesso, perché il Sovrano di Francia, che all’epoca occupa lo Stato Sabaudo, ne fa dono a Marco Antonio Vagnone. I passaggi di proprietà continuano nel 1566, quando Carlo Vagnone di Trofarello ne vende una metà a Cassiano dal Pozzo. L’altra va a Domenico Pellisseri. Questi però presto litigano e così nel 1581 Carlo Emanuele I concede l’intera proprietà a Ludovico Dal Pozzo, nipote di Cassiano, succedutogli nella carica di Primo Presidente del Senato di Piemonte.

LA FAMIGLIA DAL POZZO E LA REGINA MARIA VITTORIA

L’anno successivo il feudo di Reano viene eretto in comitato per Amedeo, figlio di Ludovico. Rimane per molto tempo in possesso dei Dal Pozzo, i quali nel 1670, per concessione di Papa Clemente X, diventano anche Principi di Cisterna. Nella seconda metà dell’Ottocento il castello diventa dimora del suo personaggio più celebre: Maria Vittoria. Nata a Parigi il 9 agosto 1846, era figlia del Principe Carlo Emanuele e di Louise de Merode. Il padre, fervente liberale, a causa della sua partecipazione ai moti del 1821, era dovuto fuggire in Francia perché su di lui pendeva una condanna a morte. Rientrato a Torino dopo l’amnistia concessa da Carlo Alberto, si interessa molto al feudo di Reano. Fa infatti realizzare numerose opere pubbliche e finanzia la ricostruzione della Parrocchia di San Giorgio. Muore senza figli maschi nel 1864 e il feudo passa alla primogenita Maria Vittoria. Quest’ultima nel 1867 sposa Amedeo di Savoia, terzogenito e secondo figlio maschio di Re Vittorio Emanuele II.

Il destino vuole che il 16 novembre 1870 ad Amedeo viene offerto il Trono di Spagna. Diventata Sovrana, Maria Vittoria si impegna molto per aiutare i più poveri e in modo particolare le lavandaie, facendo costruire asili infantili per accogliere i loro bambini. Informata che un’industria tessile stava chiudendo, per impedire che gli operai e le loro famiglie cadessero in miseria, fornisce personalmente alla fabbrica una solida commessa. Un tappeto di 100 metri quadrati di superficie, donato dalla Sovrana alla chiesa torinese di San Filippo. L’opera viene oggi esposta in occasione delle festività pasquali.

LA REGINA MARIA VITTORIA PROMOTRICE DI UNA LEGGE RIVOLUZIONARIA

Maria Vittoria è inoltre promotrice di una legge rivoluzionaria: l’abolizione della schiavitù nelle colonie spagnole in America. Un altro episodio merita di essere citato. Durante una calda giornata estiva la Regina sta passeggiando con il marito in campagna, quando scorge una coppia di contadini al lavoro con un bimbo di pochi mesi in lacrime. Decide allora di prenderlo tra le braccia e offrirgli il latte del proprio seno (la Sovrana in quel periodo stava allattando il Suo secondogenito Vittorio Emanuele). L’instabilità politica spagnola costringe il marito ad abdicare l’11 febbraio 1873. Rientrata in Italia le sue condizioni di salute peggiorano e Maria Vittoria muore di tubercolosi l’8 novembre 1876 a soli 29 anni. Lascia nel Suo testamento cospicue elemosine a favore del Cottolengo e dell’Ospedale San Giovanni. Viene sepolta a Superga e tra le tante corone giunte per il funerale, spicca quella inviata dalle lavandaie di Madrid, che è tutt’oggi accanto alla sua tomba. Rimasto vedovo il marito si risposa con la nipote Maria Letizia Bonaparte. Persa la corona spagnola diventa il primo Duca d’Aosta ed è il bisnonno dell’attuale Duca Padre d’Aosta.

Sabato 27 maggio 2017, in occasione dei 150 anni dalle nozze tra Amedeo di Savoia e Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria alle LL. AA. RR. Amedeo e Aimone di Savoia – Aosta, Conti di Reano. Il castello rimarrà di proprietà del Ramo Aosta fino al 1904 quando il Duca Emanuele Filiberto, primogenito di Maria Vittoria, lo vende ai Marchesi Durazzo, ai quali rimane sino al 1960, anno in cui lo cedono al Conte Tournon.

IL CASTELLO OGGI

Dopo lunghe vicende giudiziarie, che hanno portato alla vendita all’asta dei ricchi e preziosi arredi delle oltre settecento sale, l’edificio viene acquistato da un ricco petroliere egiziano sposato con una giovane donna di Reano. La nuova proprietà, che vi abita stabilmente, ha fatto realizzare ampi interventi di restauro. Oggi sta cercando di ridare al castello il suo splendore di un tempo. Il ricordo dei Principi della Cisterna oggi vive nella Cappella della Madonna della Pietà, che oltre alla Tomba di famiglia, dove riposano il Principe Carlo Emanuele, la moglie Louise de Merode e la secondogenita Beatrice, custodisce tre pregevoli dipinti appartenenti al celebre ciclo pittorico di Pietrafitta. Questi furono eseguiti da alcuni fra i migliori pittori toscani presenti a Firenze alla fine del cinquecento. La cappella era ora sede di un museo inaugurato nel 2014 su iniziativa dell’Assessore Giuseppe Morra.

Testo e foto di Andrea Carnino