Il Castello degli Orsini a Rivalta, maniero dove soggiornò Honoré de Balzac di ANDREA CARNINO

Castello di RivaltaCastello di Rivalta

RIVALTA DI TORINO – Il Castello degli Orsini a Rivalta, maniero dove soggiornò Honoré de Balzac. Il Castello degli Orsini a Rivalta racchiude secoli di storia. Infatti all’interno delle sue mura soggiornarono Honoré de Balzac e Massimo d’Azeglio. L’edificio è di origine medievale e conserva tutt’oggi l’aspetto di una fortezza. Caratteristici sono la sua torre merlata e il fossato che lo circonda, un tempo pieno d’acqua. Il cortiletto interno conserva intatto il suo fascino. Al suo interno si possono ammirare il pozzo risalente al Quattrocento e due splendidi dipinti in stile neogotico. Sono ispirati a pitture presenti nel Castello di Fénis.

LE ORIGINI DEL CASTELLO

La prima testimonianza di questo edificio è una donazione del 1029. Con questo atto il Marchese di Torino e Susa Olderico Manfredi II e la moglie Berta d’Este elargirono i loro beni situati in Ripalta al Monastero di San Giusto a Susa. Questo era stato da loro stessi fondato. Olderico e Berta erano i genitori della celebre Adelaide di Susa. Il maniero era costituito inizialmente da una sola torre ed era dotato di un sistema di difesa fortificato, con mura e fossato pieno d’acqua. La famiglia signorile che lo custodiva riuscì a consolidare il suo potere con la disgregazione della Marca Arduinica Torinese.

LE DISTRUZIONI MEDIEVALI

Nel 1176 il Castello di Rivalta fu saccheggiato dalle truppe di Federico Barbarossa. Il sovrano voleva punire il signore locale. Suo figlio Olrico patteggiava infatti per i Savoia e per il Papa. Poi, nel 1185 con la pace tra il Pontefice ed il Barbarossa, il castello venne affidato ad Olrico. Nuovamente distrutto dieci anni dopo, venne riedificato a partire dal 1229. Nel corso dell’XII e XIII secolo i signori locali espansero la loro egemonia sulla strada che da Avigliana, attraverso la Val Sangone, porta a Torino. Acquisirono così diritti sui castelli di Reano e Trana. Nel corso del Trecento il maniero venne dotato di tre torri-porta di ingresso. Al piano terreno della torre meridionale fu realizzata una cappella castrale, dotata di pregevoli affreschi.

GLI ORSINI

Nel 1552 la famiglia che abitava il bastione fin dalla sua costruzione, assunse il cognome Orsini. Il motivo rimane avvolto nel mistero. Potrebbero infatti esserci stati legami con la nobile famiglia romana. La scelta potrebbe però essere stata fatta seguendo l’abitudine di molte famiglie dell’epoca. Per accrescere il proprio prestigio era infatti usanza inventarsi antenati illustri o legare il proprio cognome a quello di importanti casate principesche. Nel 1621 Risbaldo Orsini ottenne dal duca Carlo Emanuele I° il titolo di conte di Rivalta, Orbassano e Trana. Tra XVII e XVIII secolo furono costruite la manica occidentale e la cappella barocca. Qui vennero ospitate le reliquie di S. Generoso, donate da Papa Benedetto XIII, che era un Orsini. Infine il castello nel corso del Settecento e dell’Ottocento venne ristrutturato in stile neogotico.

HONORÈ DE BALZAC E MASSIMO D’AZEGLIO

Il castello rimase di proprietà degli Orsini fino al 1823. In quell’anno il loro ultimo discendente lo vendette a Cesare della Chiesa, Conte di Benevello. Il nuovo proprietario lo restaurò e lo abbellì con uno splendido parco. Il conte era un pittore di talento. Uno dei suoi dipinti è oggi esposto nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Andrea di Rivalta. Si prodigò inoltre per la fondazione della “Società Promotrice di Belle Arti” di Torino di cui fu il primo presidente. Sua figlia Bianca fonderà l’ “Ospedaletto di Ricovero”. La casa di riposo è ancora oggi a lei intitolata. Nel 1836 il conte accolse nel castello Honoré de Balzac. L’illustre ospite scrisse qui “Le cheval de Saint Martin”. L’operata gli fu ispirata dalla contessa Polissena, moglie del proprietario.

Dieci anni dopo nel castello soggiornò Massimo d’Azeglio. Vi trascorse l’estate 1846. Il 12 luglio 1912 il Castello degli Orsini fu acquistato da Secondo Martino. Il nuovo proprietario ripristinò il giardino e ristrutturò i saloni. I passaggi di proprietà della seconda metà nel Novecento portarono trasformazioni e stravolgimenti al maniero.

IL CASTELLO OGGI

Infine nel 2006 l’edificio viene acquistato dal Comune di Rivalta. Il 15 marzo 2008, dopo i necessari restauri, ha aperto al pubblico. Le stanze sono quindi state trasformate in sede espositiva per mostre. Il maniero è visitabile con le guide dell’associazione “Rivalta Millenaria“.  Da dicembre 2017 ospita anche la biblioteca comunale. Il castello è oggi un luogo di cultura, proprio come avrebbe voluto Cesare della Chiesa, Conte di Benevello.

Testo e foto di Andrea Carnino

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