SUSA – Durante la lotta partigiana, Aldo Laghi, al secolo il filatelico Giulio Bolaffi, comandante della IV Divisione tenne un diario. Sul quale registrò quotidianamente e puntualmente, nonostante i rischi che ciò comportava la sua attività. Quella di organizzazione militare e di gestione della vita di banda. I nove taccuini che si sono conservati. Il primo è andato smarrito coprono 14 mesi, dalla primavera del 1944 all’estate del 1945. A liberazione ormai avvenuta. Sono pagine scritte di getto, spesso nei rifugi più precari, nelle pause dalla concitazione di quell’esperienza incalzante.
I DIARI
Giulio Bolaffi scrive per se stesso, per aiutarsi a ricordare persone, luoghi, cifre. Poi incontri e avvenimenti importanti, tutte informazioni utili nella lotta e per la lotta. Senza alcun intento narrativo. Una fonte coeva, mai rimaneggiata e così onesta nella sua laconicità. Riesce a restituire con tutta la vivacità di una “presa diretta” il dispiegarsi della Resistenza nei suoi aspetti più concreti e materiali. Eppure mai privi del senso profondo di quello che in quei venti mesi si andava costruendo. Grazie all’accurato lavoro di scavo archivistico e di incrocio con altre fonti compiuto da Chiara Colombini i Diari possono riprendere vita e disvelare al lettore di oggi l’avventura partigiana di Laghi. Dalla Valle di Viù alla Valle di Susa, dalla guerra in montagna al rientro nei ranghi della vita civile.
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