I lavori all’antenna a Borgata Malano di Avigliana: Spanò “Il Comune ha concesso e adesso finge di essere contro” Sulla vicenda interviene l'opposizione

AVIGLIANA – E’ alle cronache l’inizio dei lavori in Borgata Malano ad Avigliana per la costruzione dell’antenna telefonica. Le ruspe sono arrivate ed hanno cominciato il disboscamento, poi il blocco. C’è una fortissima opposizione da parte dei residenti in zona. In effetti si parla di più di trenta metri di antenna davanti all’uscio di casa. Il tempo di abbattere qualche albero, togliere qualche siepe e tutto si è fermato. Presente il sindaco che si è detto contrario, quasi a voler far ricadere la responsabilità sui soli uffici dell’approvazione dei lavori della posa del grande plinto di cemento che sorreggerà l’antenna ad Avigliana. Un parere sulla gestione a Borgata Malano può darla il capogruppo d’opposizione Toni Spanò di Adesso Avigliana, che ha cercato di mettere in fila tutti i passaggi. Netto il giudizio. “Siamo al solito gioco di Archinà e dei suoi assessori che prima concedono, prendono i proventi, e poi davanti alla furia dei cittadini negano e si sottraggono. E’ evidente a tutti in città la responsabilità dell’amministrazione che in piena zona archeologica, vincolata per l’Autostrada e per il passaggio del Metanodotto, ha permesso la costruzione dell’antenna

A MALANO

Aggiungono ancora Spanó e la sua collega di gruppo Simona Falchero. “Non è la prima volta che ci tocca assistere alla pantomima della retromarcia. In Borgata Pertusera è successa la stessa cosa. E poi vogliamo dimenticare i permessi per allargare l’area dei distributori. Tutto sarebbe andato avanti se i cittadini non si fossero costituiti Comitato come avvenuto adesso a Malano. Questa amministrazione nasconde i propri enormi fallimenti con inaugurazioni, feste e concerti come nell’area ex Riva, ancora ingestita. Siamo al corto circuito con l’area produttiva della città, con le famiglie e il commercio. Sono sempre più isolati e soli, si aggrappano a questioni ideologiche e, nello stesso tempo, perdono pezzi e consensi“. Così mentre si alza prepotente la protesta nell’area archeologica di Malano sul tavolo c’è la pratica che riguarda i campi di via Suppo. Tutte le opposizioni unite per cercare chiarezza sulla gestione passata e comprendere le scelte future.

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