I dinosauri in Valsusa? Il Museo della Preistoria a Vaie

VAIE – I dinosauri in Valsusa? Il Museo della Preistoria a Vaie.

I DINOSAURI IN VALSUSA?

Dinosauri in Valsusa nell’etĆ  dopo i ghiacciai? Eccoci a milioni di anni fa quando il ghiacciaio in Valle scendeva fino in pianura. Poi il lento scioglimento ha lasciato un’impronta indelebile nel paesaggio della Valsusa e della pianura sino alle porte di Torino. Il “grande Anfiteatro” fra Avigliana e Rivoli, ma con propaggini che raggiungono Druento, Pianezza e Rivalta. Alla metĆ  dell’Ottocento sono proprio le colline il campo di ricerca dei primi geologi. In particolare incuriosiva la presenza, apparentemente inspiegabile, di ingombranti massi. Ecco dunque la Pera Luvera a Piossasco, Pera d’la Vulp ad Avigliana e tante altre. Ma che fine ha fatto il lungo fiume di ghiaccio capace di trascinare con sĆ© per tanti chilometri grandi macigni e milioni di tonnellate di detriti al punto da formare intere colline? Del ghiacciaio valsusino non restano oggi che modestissimi lembi confinati alle quote più elevate. Poi l’etĆ  dei Dinosauri e infine quella dell’uomo.

L’ARCHEOLOGIA IN VALSUSA

Il Museo della Preistoria a Vaie offre al pubblico una approfondita conoscenza di cultura, geologia e archeologia della Valsusa. Spiegano dal Museo. ā€œLa volontĆ  ĆØ quella di rendere fruibili i ritrovamenti archeologici del territorio a partire dagli ultimi anni dell’800. La struttura museale con l’esposizione di riproduzioni sperimentali, permette una lettura integrale dei molteplici aspetti della vita quotidiana nei periodi della Preistoria. Nel quadro delle etĆ  preistoriche, vengono presentati il sito eneolitico di Vaie e la vita quotidiana nel Neolitico e nell’EtĆ  del Bronzo. Una collezione di ricostruzioni sperimentali e calchi dei principali ritrovamenti e l’interno capanna neolitica e da un diorama dell’EtĆ  del Bronzo completano il Museo”. Ci sono poi rappresentazioni di attivitĆ  della vita quotidiana nella preistoriaā€. Tutte le ricostruzioni sperimentali sono a cura del Centro di Archeologia Sperimentale Torino.

FUORI DAL MUSEO

Il sito detto ā€œRiparo Rumianoā€ si trova sempre a Vaie appena a monte della medievale Via Francigena, fra i suggestivi resti di gneiss granitico della Cava Pent. Sul finire dell’Ottocento i cavatori trovarono sul posto numerosi ciottoli, finemente lavorati e di ignota provenienza. Il dottor Biagio Rumiano, cultore di storia locale, vi riconobbe asce di etĆ  preistorica e scoprƬ il riparo sotto roccia. GiĆ  a partire dal 1886 il Museo di AntichitĆ Ā di Torino progettò e condusse gli scavi, che si svolsero all’inizio del Novecento. GiĆ  attribuiti al Neolitico, i reperti di Vaie si collocano cronologicamente fra il Neolitico finale e la piena etĆ Ā del Rame. Dicono sempre dal Museo. ā€œGli studi condotti e l’esame dei reperti, adesso conservati presso il Museo di AntichitĆ Ā di Torino, consentono di ipotizzare che l’insediamento di Vaie fu di una certa importanza nel quadro del territorio alpino, ed utilizzato per un periodo piuttosto lungoā€.

LE ASCE LEVIGATE

Il probabile insediamento abitativo contestuale al Riparo Rumiano era verosimilmente collocato nel luogo oggi chiamato Baità. È uno spazio vitale strappato al bosco e alla montagna. Le asce levigate ritrovate sul posto identificano la Valsusa come territorio di transito per intensi traffici commerciali attraverso i propri valichi. Alcuni reperti, rinvenuti presso la cava di gneiss indussero a fare due campagne di scavo, nel 1900 e nel 1901, in alcuni ripari che si aprivano nel fronte della cava. Le indagini archeologiche riportarono in luce frammenti ceramici e manufatti in pietra verde di notevole qualità riferibili al periodo Eneolitico.

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